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I servizi del Comune mettono le ruote

Roberto Fontanili
I servizi del Comune mettono le ruote

Alcuni servizi d’anagrafe potranno arrivare a domicilio e nelle frazioni l’architetto di quartiere seguirà le manutenzioni

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REGGIO EMILIA. Un Porter Piaggio elettrico su cui l'operatore comunale carica ogni giorno, per dirigersi in un quartiere o una frazione diversa, computer, stampante, un telefono cellulare e un Pos, (il minimo sindacale nell'era digitale per fornire in diretta le risposte più semplici) per portare i servizi vicino al cittadino, da una parte.

E in questo modo creare - con l'aiuto di un “facilitatore” già battezzato l'”architetto di quartiere” - un meccanismo in grado di favorire e incentivare la partecipazione attiva dei cittadini affinché diano il loro contributo alla cura e alla manutenzione, segnalando - ad esempio - i piccoli problemi di un quartiere o di una zona della città in modo che chi è preposto possa intervenire tempestivamente aggiustando in poco tempo una buca o sostituendo una lampadina bruciata in un parco pubblico.

COPROGETTARE. Non solo: in questa sfida della giunta Vecchi, i cittadini saranno a progettare assieme al Comune come migliorare la qualità della città. Altro obiettivo di questo superamento delle circoscrizioni, è quello di valorizzare e mettere a sistema la forza che esprime quel volontariato organizzato o spontaneo, molto diffuso nella nostra città che quotidianamente lavora per il bene comune.

Queste le gambe su cui poggia il progetto "Oltre le Circoscrizioni" che ieri il sindaco Luca Vecchi e l'assessore all'Agenda digitale, partecipazione e cura dei quartieri Valeria Montanari hanno presentato al Circolo Arci Rondò di Cavazzoli.

SI PARTE NEL 2015. Il progetto che partirà nei primi mesi del 2015 ha il pregio di essere a costo zero per le casse comunali, utilizzando personale già alle dipendenze del Comune e ricorrendo a risorse già previste nel Piano di investimenti, a cui aggiungere quelle che potrebbero arrivare dai bandi regionali e dell’Unione europea.

Il progetto si basa su un «patto di fiducia tra cittadini e Comune» ha detto nel suo intervento l'assessore Valeria Montanari, sottolineando che «è sperimentale e per funzionare ha bisogno dei reggiani e della loro voglia di partecipare».

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In realtà il progetto su ci scommette molto la "Giunta Vecchi", non punta semplicemente ad avvicinare i servizi ai cittadini e a favorire la partecipazione attiva, ma si pone l'obiettivo di cambiare in maniera graduale il rapporto tra il cittadino e la macchina comunale. E agisce su due livelli: decentrare e avvicinare i servizi che da solo un operatore può fornire (soprattutto agli anziani) ma anche incentivare la digitalizzazione, abituando le persone a utilizzare sempre più la rete e il web.

L'altra parte del progetto è quella di «valorizzare la cittadinanza attiva partendo - ha ricordato il sindaco Luca Vecchi - da quei 500 volontari che ogni giorno gratuitamente svolgono lavori utili per la collettività». Il progetto "Oltre le circoscrizioni” propone un modello di decentramento più leggero rispetto a quello delle Circoscrizioni: poco personale, (una dozzina di persone), niente strutture o quasi,(utilizzando spazi di aggregazione esistenti) e quel che più conta oggi, pochi costi.

SERVIZI. Dal marzo 2015 presso la Biblioteca di San Pellegrino e Rosta Nuova, Centro Internazionale Malaguzzi, Casa protetta I Tulipani di Massenzatico, centri sociali di Fogliano, Cavazzoli, Codemondo, Masone sarà presente per mezza giornata la settimana un operatore comunale, in grado di fornire in tempo reale alcuni servizi leggeri, o consegnare la settimana successiva i documenti come la carta d'identità. Non potrà invece svolgere pratiche più complesse (come quelle edilizie), ma fornirà assistenza e informazioni per tutta una serie di servizi comunali.

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PARTECIPAZIONE. Questa parte del progetto più politica ruota intorno a un patto di fiducia tra cittadini e il Comune e prevede la figura dell'architetto di quartiere,che ha il compito di favorire il protagonismo dei cittadini e facilitare il rapporto con gli uffici comunali, sveltendo anche i tempi. La speranza del Comune entro aprile 2016 è di poter contare su 47 punti di aggregazione e confronto,(di cui la metà già esistenti), sparsi in città e nelle frazioni, dove coprogettare gli interventi, definire impegni finanziari e tempi di realizzazione.

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