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Il vescovo difende le Sentinelle

Il vescovo difende le Sentinelle

«Da don Cugini una scelta coscienziosa, ma le idee di queste persone sono anche le mie»

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REGGIO EMILIA. Alla fine, anche il vescovo di Reggio prende posizione sulla vicenda dell’ incontro sul tema del gender organizzato dal gruppo reggiano delle Sentinelle in Piedi che avrebbe dovuto svolgersi nella Parrocchia di Regina Pacis e che invece il parroco, don Paolo Cugini ha deciso di far saltare. E questo perché, scrive monsignor Massimo Camisasca «essendosi alzate in proposito molte e contraddittorie voci, avverto come mio dovere di vescovo la necessità di un chiarimento».

Il primo pensiero è per la scelta di don Cugini. Che il vescovo contestualizza e, alla fine, approva: «Innanzitutto - scrive Camisasca - ritengo che la decisione presa da don Paolo Cugini sia stata frutto di una valutazione coscienziosa della situazione in ordine al bene dei fedeli. Certamente egli - aggiunge il pastore della diocesi reggiana - in futuro, saprà esprimere al popolo cui è mandato la voce della Chiesa e della ragione relativamente ai temi in questione».

Poi però, il prelato reggiano entra nel merito della vicenda e si schiera con le ragioni delle Sentinelle. «Non posso non rilevare - scrive - come molte delle convinzioni che le Sentinelle in piedi, con umile forza e in modo pacifico, vogliono portare all’attenzione pubblica sono le stesse che anche io, come uomo e come vescovo di questa diocesi, ho più volte sottolineato e che ho riassunto nella nota sul gender (pubblicata nello scorso aprile) e nell’ultimo Discorso alla città, in occasione della festa di san Prospero: la famiglia - sottolinea ancora il vescovo - nasce dall’incontro tra un uomo e una donna; i figli non sono un diritto, né di singoli, né di coppie, ma un dono da accogliere e rispettare; i bambini hanno il diritto ad una madre e ad un padre e i genitori, - con il sostegno degli amici, dei parenti e delle istituzioni pubbliche – devono essere messi nelle condizioni di poter educare liberamente i propri figli».

Poi il vescovo Massimo si spinge oltre e in questo caso sembra parlare a coloro che sui social si schierano apertamente con don Cugini e criticano le Sentinelle «Questi convincimenti - chiarisce Camisasca - non nascono da una posizione confessionale, ma sono patrimonio comune dell’esperienza umana, fondata sulla ragione. È per questo che anche la Chiesa, da sempre avvocata dell’uomo, si impegna a difenderli. Sono convinzioni che papa Francesco ha espresso più volte dall’inizio del suo pontificato. Desidero perciò esprimere la mia gratitudine e il sostegno della Chiesa per la testimonianza di tanti uomini e tante donne, di tanti giovani, appartenenti a fedi e storie diverse che si espongono in prima persona a difesa del bene dell’umanità. Accolgo con rispetto e attenzione - conclude - perché portatore di una dignità umana uguale alla mia, chi ha posizioni differenti, qualunque sia la sua cultura, il suo credo, il suo orientamento sessuale: ognuno deve avere la possibilità di esprimere, nel rispetto degli altri, ciò di cui è convinto. Proprio in virtù di questo principio di libertà, occorre che da parte di tutti sia riconosciuto anche alle Sentinelle in piedi il diritto inalienabile a far sentire la loro voce».

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