«Si poteva evitare, il rammarico non passa»
La famiglia della vittima assiste al processo: «Speriamo che se li faccia davvero tutti quegli anni»
CASTELNOVO SOTTO. «La cosa importante è che se li faccia davvero tutti...». Mauro Barani ha gli occhi lucidi. E’ il figlio di Umberto: c’era anche lui quel maledetto 7 agosto a casa. Anzi, era proprio con lui che Lamberto Alberti che ce l’aveva.
Il giorno della sentenza riporta alla mente quei tragici fatti. Quegli istanti surreali che hanno portato alla morte del 65enne. «Dormiva sempre mio marito a quell’ora, dopo pranzo – racconta la moglie Lucia Selmini, mentre con i figli attende la sentenza – Invece, quel giorno si era alzato prima. Chissà perché. Era seduto su una panchina davanti a casa, si stava mettendo le scarpe».
E Alberti era arrivato con il suo fuoristrada nel cortile. «Ho visto tutto – prosegue la donna – Lo ha ucciso davanti ai miei occhi. Neanche in un film dell’orrore si vede quello che ho visto io. Mio marito si era messo davanti alla sua macchina perché voleva salvare nostro figlio. Pensava che si sarebbe fermato, invece lo ha travolto».
La figlia Patrizia non riesce a contenere la rabbia. Non ci sta che si dica che Alberti agì così per paura. «Ma di cosa poteva avere paura? Era un uomo grande e grosso, non quello che vedete oggi. Invece, mio padre era gracile, minuto. Io sono una cicciona al suo confronto – spiega – Quell’uomo se l’è sempre presa con i più deboli, con le donne, con chi non poteva reagire. E con mio padre che non ha mai voluto denunciarlo. Che diceva sempre: lascialo perdere, non ci badare. Era una persona buona, che faceva del bene. E invece guardate cosa gli è successo...».
E il rammarico più grande è che nessuno abbia impedito quello che è successo. «Ha ucciso mio padre, ma avrebbe potuto esserci chiunque quel giorno: nonostante le tante denunce, le segnalazioni sulla sua pericolosità nessuno ha fatto niente». Poi arriva la sentenza. «La provvisionale? I soldi non mi interessano. Quello che voglio e che se li faccia tutti quegli anni». (el.pe)
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