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Un drone e il georadar sulla frana

Luca Tondelli
Un drone e il georadar sulla frana

Monitoraggio continuo sulla Sp 513R, pronti nuovi stanziamenti della Provincia

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VETTO. Sono ricominciati i lavori per arrivare a un superamento definitivo dei problemi causati dalla frana che incombe sulla provinciale 513 in località Cantoniera. Nella serata di martedì si è svolto un incontro in Municipio a Vetto, su richiesta di Cna, con la Provincia e i Comuni. All’incontro hanno preso parte il consigliere delegato alle Infrastrutture della Provincia Andrea Tagliavini, i sindaci di Vetto e Castelnovo Monti Fabio Ruffini ed Enrico Bini, il vicesindaco di Ramiseto Marco Leonardi e i rappresentanti di Cna Mirco Pisi, Pierino Ruffini, Fabio Bezzi e Romeo Ferrari. Obiettivo: valutare il proseguimento dei lavori sulla Sp 513R, dopo i primi interventi di consolidamento, al fine di prevenire i pesanti e dannosi problemi dei mesi scorsi, quando la frana aveva interrotto la strada, evenienza che in stagione invernale sarebbe ancora più pesante.

Cna si è fatta portavoce delle necessità delle aziende della zona, che utilizzano la Sp 513R per gli spostamenti e per la spedizione dei loro prodotti, molto interessate a mantenere in funzione l’asse stradale. Tagliavini ha annunciato la recente ripresa dei lavori: «Dopo un primo intervento del costo complessivo di 500mila euro, conclusosi nei mesi scorsi, sono ripresi ulteriori interventi di consolidamento del versante, per un importo di altri 305mila euro, realizzati dalla ditta Idroter ed appaltati dalla Provincia, per rimuovere ulteriore materiale e massi che, cadendo, potrebbero ostruire la strada e costituire pericolo.

Le attuali cattive condizioni climatiche non favoriscono i lavori sul fronte della frana, ma si sta cercando di procedere celermente». Sono inoltre stati commissionati, per ulteriori 90mila euro, studi geologici, rilievi con drone e prove penetrometriche e, con la collaborazione dell’Università di Firenze, viene mantenuto attivo un georadar, che effettua un costante monitoraggio degli spostamenti della frana ed altre operazioni di controllo.

«Tutte queste attività sono indispensabili per individuare porzioni di versante potenzialmente stabili per i successivi lavori di messa in sicurezza definitiva _ha concluso Tagliavini _ Stiamo utilizzando risorse e tecnologie perché è importante che il problema venga risolto, sia per la sicurezza della strada sia per le aziende ed i cittadini che lavorano e vivono nella zona». La Provincia ha inoltre già candidato questa frana tra le priorità rispetto all’annunciato Piano nazionale assetto idrogeologico che dovrebbe stanziare 7 miliardi di euro per tutta Italia. Tutti i Comuni presenti hanno convenuto sulla necessità di riavviare quanto prima un dialogo con la Regione in considerazione del fatto che la frana di Vetto, per dimensioni, criticità e importanza della via di collegamento minacciata, è di importanza strategica regionale.

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