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All’onorevole va la solidarietà dei colleghi e del partito

«Esprimiamo piena solidarietà all’on. Vanna Iori del Partito Democratico che, come donna prima ancora che come parlamentare, è stata oggetto di un attacco via Facebook da parte di un insegnate di una...

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«Esprimiamo piena solidarietà all’on. Vanna Iori del Partito Democratico che, come donna prima ancora che come parlamentare, è stata oggetto di un attacco via Facebook da parte di un insegnate di una scuola di Correggio». Così inizia il messaggio dei colleghi in parlamento Maino Marchi, Antonella Incerti, Leana Pignedoli e Paolo Gandolfi. «Il linguaggio di cui si hanno le prove, nonostante sia stato successivamente rimosso, presenta caratteristiche decisamente sessiste e toni inadeguati da parte di un figura che dovrebbe insegnare prima di ogni cosa il rispetto della persona e dei valori. Non condividiamo inoltre le accuse miopi e fuori luogo che un giornale su questa vicenda ha trovato modo di rivolgere all’on. Iori e ci auguriamo che questi fatti non si ripetano in quanto rappresentano il peggior esempio per gli studenti e un insulto per i valori civici».

Solidarietà anche dalla consigliera regionale del Pd Roberta Mori. «Prima le deputate aggredite in Parlamento a suon di "siete qui solo perché avete fatto pompini", poi la Ministra Madia che - a caratteri cubitali su CHI - "ci sa fare col gelato!", ora l'invito all'On. Iori, di "tornare a succhiare" (un’espressione ingiuriosa che le è stata rivolta su Facebook da un professore di Correggio a margine di un suo post sul Jobs Act). Io potrò anche sembrare di parte, ma siamo sicuri che il punto sia la "protervia" del potere e non la "superbia" di un pensiero sessista che preferisce umiliare, mortificare, annientare la donna in quanto donna, piuttosto che riconoscerla come interlocutrice alla pari? L'On. Vanna Iori non ha bisogno di difese d'ufficio e ha già chiarito il senso del suo agire, ma temo che non sottolineare e denunciare con forza, insieme agli altri elementi di cronaca, un approccio sessista diffuso, insulso e denigratorio (al di là ed oltre il merito delle legittime opinioni), non fa altro che legittimare lo stereotipo femminile con cui si alimenta la prevaricazione e la sopraffazione maschile che può diventare vera e propria violenza, nell'ampia accezione che in occasione del 25 novembre da più parti si è voluto testimoniare. Aiutateci a cambiare "prospettiva fenomenologica" per evitare l'imbarbarimento di un linguaggio e di un immaginario già ampiamente compromessi».

Un messaggio anche dal segretario provinciale del Pd, Andrea Costa: «Mai, ma proprio mai, sdoganare l'aggressione verbale soprattutto se indirizzata alle donne (che storicamente ne sono vittime). Il vero fatto grave è un uomo che pubblicamente dice ad una donna che farebbe meglio a succhiare invece di svolgere il ruolo che le è stato assegnato. Se non lo riconosciamo significa abbassare di molto l'asticella di ciò che ci indigna: oggi non mi stupisco più di un uomo che attacca una donna non con argomenti politici ma con un commento greve sulla sua pagina Fb, domani non mi stupirò più del commento razzista e via così. Nel caso di Vanna Iori, invitata a succhiare, c'è anche un'aggravante: le parole arrivano da un docente, ossia da una persona cui è affidata anche in parte l'educazione dei più giovani. Nessuno ne chiede la sospensione, non ne abbiamo il diritto e non lo vogliamo fare, tanto meno può farlo Vanna (che infatti non lo ha fatto): sarebbe il buon senso a dire che quello che ha scritto lo rende particolarmente inadeguato al ruolo di educatore».

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