Cittadini infuriati su Fb contro l’ufficio postale
A Sant’Ilario la rivolta corre in Rete: «I tempi di attesa sono troppo lunghi» In molti denunciano il personale: «E’ lento e “sgruso”». Parte la raccolta firme
SANT’ILARIO. «Non se ne può più della Posta di Sant’Ilario, ogni volta che si va si aspetta troppo tempo. È un disservizio non più tollerabile, come possiamo farci ascoltare?».
Inizia così il forte “J’accuse” scagliato dai cittadini di Sant’Ilario contro l’ufficio locale delle Poste. Poco dopo la comparsa del primo commento provocatorio, infatti, ben 61 persone hanno cliccato sul tasto “Mi piace” e altrettante hanno aggiunto la loro opinione. Infuocata.
«Anche chi consegna la posta non ha tanta voglia! I miei si ritrovano quasi sempre le raccomandate da andare a ritirare perché i postini non suonano il campanello anche se siamo in casa» scrive Lorena Lò Lò Cecere.
«Sportelli chiusi e code interminabili...», le fa eco Paola Fornaciari. «Sembra una posta del terzo mondo...», aggiunge Angela Cappuccio. E se una soluzione potrebbe essere quella di non andare più personalmente in Posta ma fare tutto online da casa, c’è anche chi, come Sofia Umidetti, fa notare: «Ce lo vedo il vecchietto di 80 anni fare tutto online… E poi non capisco perché devo sbrigarmi le mie commissioni online o altrove solo perché le impiegate delle nostre Poste sono lente e svogliate... Questo è un servizio che paghiamo noi cittadini. Sono loro che devono cambiare non noi».
Il problema delle Poste di Sant’Ilario, almeno stando ai commenti dei cittadini, è duplice: da una parte un’enorme affluenza di gente, dall’altro personale «lento», «svogliato», persino «sgruso».
Alcuni cittadini sono talmente amareggiati da recarsi alla Posta di Calerno (come Giusy Durante, che la considera «Più piccola ma efficiente» o Ilaria Proietti, che racconta: «A Sant’Ilario prendi la lettera “C” per i bollettini e dopo due ore di fila ti dicono: “No signora per questi bollettini deve prendere la A”. Io vado sempre a Calerno per evitare file e nervosismi inutili»).
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Altri ancora si recano a Montecchio o Praticello. «La tristezza più grande – scrive Daniela Gabrielli – è che dove vai nella provincia ne parlano male tutti». E infine c’è anche chi, stanco delle file snervanti e dei visi tirati delle impiegate, propone di presentare una petizione e risolvere il problema alla radice.
«La vogliamo fare una petizione perché ci sia qualche impiegato in più agli sportelli (operativo)? Io ci sto – scrive, dura, Marina Meiko Tozzo – Da domani sono disponibile alla raccolta delle firme. Vediamo... Potete passare all’associazione Centro Koan davanti al municipio. Ora preparo la lista». Nel frattempo, su Facebook è già nato un nuovo gruppo pronto a tutto pur di avere l’ufficio postale aperto anche al pomeriggio.
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