Coopservice e Cgil: è ancora polemica sulle coop spurie
REGGIO EMILIA. Sono semplici incomprensioni o visioni di fondo tanto diverse? Fatto è che diventa sempre più pungente il confronto fra la Cgil e i vertici di Coopservice sul fenomeno della...
REGGIO EMILIA. Sono semplici incomprensioni o visioni di fondo tanto diverse? Fatto è che diventa sempre più pungente il confronto fra la Cgil e i vertici di Coopservice sul fenomeno della cooperazione spuria e sui comportamenti assunti dalla cooperativa reggiana impegnata nel settore logistico.
Dicono Antonio Mattioli (politiche contrattuali del sindacato regionale) e Guido Mora (segretario della Camera del lavoro di Reggio): «Ci sorprende e ci lascia allibiti la denuncia di Legacoop che ci accusa di colpevole disattenzione. E' strumentale. Si dimentica la nostra richiesta, avanzata alle centrali cooperative, di un'azione comune per contrastare la penetrazione della cooperazione spuria che è terreno di fertile illegalità, di sfruttamento e schiavitù. Perché abbiamo trovato tanto attendismo ad azioni volte a debellare questo fenomeno? Legacoop sa benissimo che abbiamo fatto segnalazioni e denunce e abbiamo aperto vertenze contro chi sfrutta i lavoratori con stipendi da fame (3 euro l'ora), che ci siamo fatti promotori di una legge sul facchinaggio, purtroppo non ancora applicata, proprio per arginare la cooperazione spuria. E siamo stati noi a chiedere il rilancio degli Osservatori provinciali, la costituzione di white list per cooperative e committenti, l'applicazione dei contratti nazionali, l'eliminazione del massimo ribasso negli appalti pubblici e privati. Smetta - scrivono i sindacalisti - la Legacoop di Reggio di dare la colpa al sindacato che sarà comunque sempre contrario a chi non applica i contratti o disdice quelli concordati. Conciliante la conclusione: in questa Regione abbiamo dimostrato che dal lavoro, quello buono, regolare, rispettoso della dignità del lavoratore, si può ripartire e tutto questo è un valore aggiunto che permette di essere competitivi.
Coopservice però non ci sta a passare dalla parte del torto e replica: rischioso fare di ogni erba un fascio. Il presidente Roberto Olivi invita a meditare prima di accusare: chi ci attacca rischia di fare i gioco di imprese e finte coop che lucrano sul massimo ribasso e sui lavoratori. Ricorda poi che dei 4.000 dipendenti impegnati nella logistica solo 1.000 godono della piena applicazione del contratto e sono quasi tutti di Coopservice. Poi una riposta a chi ha criticato la proposta di un pagamento dilazionato degli arretrati. «Scelta necessaria per favorire la formazione e il welfare aziendale senza compromettere il processo di rilancio della linea logistica e in ogni caso soci e dipendenti non perderanno nulla». Per finire con una frecciata: «Ci sono state tre riunioni con i soci della logistica, con oltre 300 partecipanti, e la totalità dei presenti si è dissociata dalla posizione dei sindacati che non li hanno coinvolti quando hanno rotto le trattative. Sono stati i soci stessi ad avanzare la proposta della dilazione dei pagamenti per garantire la solidità dell'impresa che costituisce una barriera contro le infiltrazioni delle mafie. E' su questo fronte che dobbiamo batterci insieme». (l.v.)
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