Il Co.Re vede la luce: i primi trasferimenti già tra dieci mesi
L’ingegner Pattuelli: «Tra 15 giorni la facciata sarà finita e all’interno si lavora contemporaneamente su 5 piani»
REGGIO EMILIA. Il CoRe prende forma. E’ un cantiere, certo, e lo sarà per alcuni mesi ancora, ma il traguardo non è poi così lontano. Basta guardarlo, quell’imponente edificio che svetta con i suoi cinque piani disposti su 15mila e 500 metri quadrati per un investimento di 30 milioni di euro. L’involucro sta per essere ultimato e tra i ponteggi si iniziano a scorgere le grandi vetrate che caratterizzano la facciata del nuovo Polo onco-ematologico. Una volta ultimato, ospiterà tutte le specialità relative alle patologie oncologiche. A parlarci dello stato dell’arte è l’ingegner Daniele Pattuelli, responsabile del servizio attività tecniche dell’Azienda opedaliera.
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Pattuelli, come procedono i lavori?
«I lavori stanno proseguendo con intensità e regolarità. Sono attive, dal lunedì al sabato, dalle 65 alle 70 unità di maestranze divise in una quindicina di squadre. E’ un cantiere dinamico e va sottolineato che dopo i rallentamenti a cui siamo stati costretti nel 2012 e nel 2013, prima a causa del ritrovamento di reperti archeologici e poi con la crisi di Orion, nel 2014 la tempistica è stata assolutamente rispettata».
A quando l’inaugurazione?
«Nell’autunno del 2015 i lavori saranno conclusi. Ed è ragionevole pensare che entro la fine dell’anno si inizierà a trasferire alcune attività ora presenti al Santa Maria Nuova nella nuova struttura. In spazi più razionali e più confortevoli».
In questo momento quali sono le priorità del lavoro svolto in cantiere?
«L’esterno è in via di completamento e tra un paio di settimane la facciata sarà completamente liberata dai ponteggi. All’interno si stanno svolgendo due macroattività. Da un lato le opere di carattere edilizio con la posa dei pavimenti e delle pareti in cartongesso con i relativi rivestimenti. Dall’altro i lavori legati all’impiantistica. E si lavora contemporaneamente su tutti e cinque i piani: quando finisce una fase si inizia l’altra in base a un concetto di continuità che permette di razionalizzare i tempi».
Fisicamente, il CoRe come sarà collegato alla struttura ospedaliera centrale?
«Anche da questo punto di vista siamo in regola con la tempistica che ci eravamo dati. Sono iniziati ad ottobre e stanno proseguendo in questi giorni le opere esterne di collegamento. Si tratta di due passerelle che collegheranno rispettivamente i primi piani e i piani terra di Co-Re e Santa Maria in coerenza con la logistica già esistente».
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