Vanna Iori smentisce le pressioni sul preside
La parlamentare Pd: «Vorreste per i vostri figli un prof che scrive queste cose?» Il direttore Cagnan: "La Gazzetta rispetta le donne, nessun fraintendimento"
REGGIO EMILIA. Molte reazioni al caso dell'insegnante di Correggio autore di un commento violento e sessista sulla bacheca facebook dell'onorevole Pd Vanna Iori. Il post di Pierpaolo Panciroli è stato oggetto di molte discussioni sui social network, così come l'articolo stesso della Gazzetta e il commento del direttore, Paolo Cagnan.
Vanna Iori è intervenuta con questa sua nota: «Io non ho mai chiesto la testa del prof. Smentisco categoricamente il titolo e i contenuti. E il preside ha già smentito a sua volta quanto falsamente riportato dalla Gazzetta. La notizia e il rilievo dati in apertura di giornale sono gravemente lesivi della mia identità personale e politica. E in ogni caso, lo ripeto, del tutto false. Mi aspetto una smentita chiara e di identica portata. Avrei risposto direttamente, ma non avendo accesso alla pagina fb del docente, e non potendo raggiungerlo in altro modo, ho telefonato al preside in quanto donna e ex insegnante (e non in quanto onorevole) perché invitasse cortesemente l'insegnante a rimuovere al più presto quel testo offensivo per il linguaggio violentemente sessista gratuitamente usato e diffuso sulla rete nei miei confronti. Certamente non ho fatto alcuna richiesta di sospensione. Ora chiedo a lei, direttore, ai lettori e alle lettrici: vorreste avere per insegnante dei vostri figli e figlie uno che scrive queste parole testuali (un po' più che "ammiccanti" come lei le definisce) verso una donna su una pagina pubblica, quindi accessibile ai suoi studenti? "Vanna Iori non capirebbe un cazzo nemmeno se glielo infilassero in una frogia..... Dovrebbe tornare a succhiare, la Vanna grande lavoratrice: sarebbe meglio". Quindi nessuna "arroganza dis-onorevole" (titolo doloroso, mi creda, per chi ha sempre scelto la mitezza e fa della politica un servizio). Forse siamo tutti assuefatti alla violenza verbale, soprattutto se usata verso le donne, ma è sempre umiliante subirla inspiegabilmente. In ogni caso mi sarei aspettata che tanto spazio di apertura di giornale fosse dedicato al jobs act, tema ben più sostanzioso per i cittadini. Nel mio post sul jobs act non alzavo certo i toni dello scontro, come lei afferma nel video, anzi, difendevo i parlamentari della Cgil che lo avevano votato ed erano stati duramente attaccati».
In sintesi (la nota integrale è sul sito) il direttore della Gazzetta ha controreplicato così:
«Noi abbiamo ricevuto una segnalazione e l’abbiamo verificata coscienziosamente incrociando tre fonti su tre: lei, il preside e l’insegnante. Tutti avete rilasciato dichiarazioni; dunque, tutti avete avuto modo di chiarire le rispettive versioni del fatto; mi risulta lei sia piuttosto attiva su facebook, dunque saprà di certo che rispetto a quel post lei avrebbe avuto molte possibilità, senza bisogno di telefonare al preside… per chiedergli di dire al professore di rimuovere quel post; lei dice di non aver potuto in alcun modo raggiungere il professore: a noi, il preside dichiara di essersi offerto di farla parlare direttamente con l’insegnante “ma lei non ha voluto”; oltre che cancellare direttamente il post, lei avrebbe anche potuto fare una segnalazione alla Polizia postale e/o al Provveditorato agli studi, e sarebbe stata certo legittimata ad agire così; lei dice di avere chiamato il preside “in quanto donna e insegnante” ma se anche così fosse, il messaggio non dev’essere stato del tutto chiaro, tanto che il dirigente scolastico parla di lei come “l’onorevole”, non “la professoressa”; sono assolutamente d’accordo con lei sul fatto che quel commento fossero becero e sessista. Comunque, a scanso di equivoci, lo ribadisco: la Gazzetta rispetta le donne e condanna qualunque atteggiamento sessista. Le esprimo piena solidarietà su questo versante».
E' seguita un'ulteriore replica di Iori, sul nostro sito e sul suo profilo facebook.
A complicare la ricostruzione dell'accaduto, la breve nota con la quale il preside Luciano Caselli smentisce che Iori gli abbia «mai chiesto la sospensione del docente Panciroli, come erroneamente apparso sul giornale».
La Gazzetta prende atto della doppia smentita e ribadisce da parte sua l'onestà intellettuale e professionale con la quale ritiene di avere riportato la posizione dei tre soggetti coinvolti nella vicenda.
In giornata (vedasi box a sinistra) ampia solidarietà è stata espressa da più parti all'onorevole, per l'attacco sessista subito da parte dell'insegnante.
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