La Cgil sfida Coopservice «Lavoratori intimiditi»
Facchinaggio: continua la disputa sulla dilazione degli arretrati per 657 addetti Maiocchi: «Pressione nei cantieri per metterli contro il sindacato: è inaccettabile»
REGGIO EMILIA. La Cgil chiede alla Coopservice la restituzione di 1,2 milioni di euro di arretrati ai lavoratori del facchinaggio in tempi brevi. Trecento soci di Coopservice si sarebbero dissociati però dal sindacato, che ha rotto la trattativa con l’azienda. A dirlo è la coop stessa, che ha indetto tre assemblee registrando l’opposizione dei lavoratori alla sigla sindacale di appartenenza.
La realtà dipinta dalla coop, però, sarebbe ben diversa secondo Ciro Maiocchi della Filt-Cgil, che ha accolto le rimostranze di alcuni lavoratori che si sono presentati alla Camera del lavoro. «Noi siamo a conoscenza di fatti diversi - spiega il sindacalista - In questi giorni è uscito un foglio nel quale era scritto un attacco al sindacato e con il quale è stato chiesto ai lavoratori di dissociarsi dalla Cgil, senza alcuna proposta in merito al dilazionamento, nodo centrale della questione. Poi è venuto allo scoperto un gruppo di persone che ha chiesto di fare una petizione per riprendere le trattative».
Una dinamica che ha indispettito il sindacato, impegnato ieri in un confronto con i soci della coop. «Questa settimana - continua Maiocchi - è stata fatta pressione sui lavoratori, fatto gravissimo, per costringerli a firmare in modo poco trasparente il foglio per dissociarsi o la petizione. Ci è stato detto che due capi cantiere, dei quali abbiamo i nomi, mercoledì hanno avvisato che se questa disputa con l’azienda sul dilazionamento andrà avanti, ci potrebbero essere ripercussioni. Alcuni cantieri potrebbero passare ad altre coop e i nomi di chi riassumere con il subentro li farà Coopservice, che forse non sarà grado di garantire a tutti il lavoro. Queste frasi dette di traverso sono inaccettabili: il tutto è avvenuto durante l’orario di lavoro, con un vertenza sullo sfondo e i fogli delle petizioni a portata di mano».
Per questo motivo, è il monito lanciato dalla Cgil, «questo genere di intimidazioni devono finire». Non solo: «Se l’azienda ha deliberato la convocazione delle assemblee per spiegare la sua opinione ci dica che iter ha seguito. La convocazione delle assemblee dei soci deve essere preceduta da un preavviso, devono essere presenti i sindacati e ci deve essere un ordine del giorno».
Maiocchi lancia quindi una sfida diretta a Roberto Olivi, presidente di Coopservice: «Ci faccia vedere se ha rispettato tutte le regole. Se c’è stato un referendum generico, ci dica come lo hanno fatto. Questo la dice lunga sulle regole in quella cooperativa. Noi stamattina abbiamo raccolto queste voci. Io non mi fermo e pongo il problema della trasparenza all’interno di questa cooperativa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
