Salvato dalle Primarie il partito cancella i debiti dei circoli
REGGIO EMILIA. Resta in piedi, con tutto il suo preoccupante peso, il “buco” generato dall’ultima edizione nazionale di Festareggio, ma almeno la Federazione provinciale del Pd ha pulito il proprio...
REGGIO EMILIA. Resta in piedi, con tutto il suo preoccupante peso, il “buco” generato dall’ultima edizione nazionale di Festareggio, ma almeno la Federazione provinciale del Pd ha pulito il proprio bilancio, finendo addirittura con un piccolo utile. I numeri economici del Pd reggiano soco stati analizzati, discussi e alla fine approvati nella riunione della direzione provinciale del partito ieri mattina in via Gandhi.
Forte riduzione dei costi, aumento delle entrate grazie ad una più energica ricerca di finanziamenti privati: questa mattina la direzione provinciale del Pd reggiano ha approvato il bilancio consuntivo 2013 e il bilancio 2014.
«Entrambi i documenti economici - di legge in una nota - si presentano con il segno più grazie al forte lavoro di taglio delle spese che nel 2014 ha portato a ridurre i costi per il personale di oltre 50mila euro e quelli di funzionamento (affitti, rimborsi, utenze) per 40mila. Nel 2013 il piccolo utile registrato (pari a 6mila euro) è stato raggiunto grazie all'entrata straordinaria di 116mila euro legata alle primarie dell'8 dicembre per la scelta del segretario nazionale e per l'avvio della spending review. Nel 2013 le spese per il personale sono calate del 2% e quelle di funzionamento del 16%; nel 2014 sono calate rispettivamente del 17 e del 14%».
Invero, l’altro aspetto importante di questo bilancio riguarda la copertura del debito. Un debito dei circoli che, messo tutto insieme, arrivava a oltre 400mila euro. «Nessuno - spiega Costa - è scappato con la cassa: dal 2008 ad oggi questo debito è stato creato dal fatto che la Federazione ha sempre iscritto a bilancio le cifre dal tesseramento sulla base dei dati che ogni anno riceveva dai circoli. Esempio: il circolo x faceva mille tessere, la Federazione iscriveva a bilancio 25mila euro. Poi quei soldi però non arrivavano, perché magari erano serviti per pagare l’affitto della sede o per coprire le spese della festa locale, perché i ricavi non erano stati in grado di farlo. Così quei soldi non arrivavano mai in via Gandhi». Una manovra straordinaria, la definisce la direzione del Pd nella nota diffusa ieeri «concordata con i revisori dei conti (i bilanci Pd sono certificati e pubblici) che è servita ad eliminare l'enorme mole di crediti che dal 2008 al 2013 è stata iscritta a bilancio come entrata da tesseramento ma che oggi era di difficile esigibilità. Gli accantonamenti predisposti come fondo di riserva nel corso del 2014 - dice sempre la nota - tutelano la federazione anche nei confronti di eventuali sopravvenienze negative legate alle partecipate. Approvati anche i regolamenti finanziari con importanti novità in termini di trasparenza che regolano i rapporti tra gli eletti e la federazione».
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