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La crisi dell’auto continua: immatricolazioni in calo

La crisi dell’auto continua: immatricolazioni in calo

Giuseppe Bonacini (gruppo Fiat) non è ottimista: «A fine anno non si andrà oltre le 13 mila vetture, erano 24 mila nel 2007»

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REGGIO EMILIA. Il mercato dell'auto - raccontano al Motor Show di Bologna - continua a singhiozzare e i timidi segnali di ripresa vanno intesi solo come la forzata necessità di un ricambio dei veicoli diventati poco funzionanti per l'eccessiva vecchiaia.

Come sembrano lontani i giorni in cui, al lancio di ogni un nuovo modello, seguiva immediatamente un rimbalzo positivo nelle vendite di quasi tutte le principali Case automobilistiche.

E a Reggio come sta andando? Intervenendo alla festa in cui l'Aci ha premiato i piloti, le scuderie automobilistiche e gli organizzatori di eventi agonistici reggiani, Giuseppe Bonacini, titolare del gruppo Fiat nella nostra provincia, ha fatto il punto della situazione. Che, anche a prima vista, appare poco esaltante.

Quindi, a Reggio, che aria si respira? Piena recessione o c’è qualche timido tentativo di risalire la china?

«Rispetto agli anni del boom economico c'è stato un autentico crollo - ammette Bonacini - e questo lo si vede dal numero delle immatricolazioni. Basti pensare che ne 2007, prima che scoppiasse la crisi, nel Reggiano se ne contavano circa 24.000 in un anno. Nel 2008 si è scesi a 18.000 e la flessione ha toccato punte record al ribasso fino al 2010 quando c'è stato un minuscolo rialzo grazie alle agevolazioni fiscali concesse per le rottamazioni dei veicoli più anziani. Poi, dopo questa boccata d’aria, è ricominciata nuovamente la discesa».

Pare che nel 2014 le cose stiano però andando un po' meglio. E' solo una impressione?

«Tireremo le somme fra un paio di settimane. C'è in effetti un po' più di gente che frequenta i saloni nei quali esponiamo i nostri prodotti, ma quando faremo i conti penso che non si andrà molto più in là delle 13.000 vetture immatricolate».

lI problema interessa solo la Fiat o tutti quanti gli operatori del settore in maniera generalizzata?

«Salvo piccole eccezioni mi pare di poter dire che il disagio è collettivo. Personalmente posso solo dire che per noi l'uscita di scena della Sarcia, che era il principale “concorrente”, ci ha fatto riprendere un po' fiato. Ma i tempi restano grami e c'è da correre giorno e notte per far quadrare i conti. Va ricordato che spesso si parla di auto immesse sul mercato - conclude Bonacini - ma tante volte sono solo arrivate nei nostri piazzali dove restanoper mesi in attesa degli acquirenti che le mettano finalmente sulla strada».

Luigi Vinceti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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