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Maxi frode, Dallari indagato per evasione fiscale

Tiziano Soresina
Maxi frode, Dallari indagato per evasione fiscale

Nel mirino della procura alcune fatture emesse da Gibertini a favore della società di trasporti del presidente della Cna

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REGGIO EMILIA. Sotto traccia – in procura – si stanno intrecciando da mesi le ammissioni ad ampio raggio di vari indagati ed i conseguenti interrogatori di persone sinora mai sentite a verbale. Ci stiamo riferendo alla maxi inchiesta per frode fiscale (al momento del blitz, cioè a metà giugno, calcolata sui 33 milioni di euro) che starebbe portando molto lontano gli inquirenti, cioè gli otto investigatori della “sezione mobile” del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza che sono coordinati dal pm Valentina Salvi in questo capillare lavoro per lo più basato su una complessa decriptazione di intercettazioni telematiche ed ambientali.

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Dall’ormai famosa e clamorosa notte di sei mesi fa (fra l’11 e il 12 giugno) – culminata con tredici misure restrittive ed altre ventinove persone finite nel registro degli indagati – il pm Salvi e il suo staff investigativo avrebbero incamerato tutta una serie di nuovi spunti d’indagine, a cui far seguire i relativi riscontri. Perché di indagati disposti a collaborare – l’intento è ovviamente di cercare di alleggerire la propria posizione giudiziaria a dir poco compromessa – ne hanno trovati sia sul fronte romano dell’inchiesta che su quello reggiano.

E proprio da quest’ultimo versante sarebbero arrivate le indicazioni, poi approfondite dagli inquirenti, che hanno messo nei guai – a sorpresa – Nunzio Dallari, il presidente provinciale della Cna. Da quanto “filtra”, tutto ruota attorno ai rapporti fra il volto tv 48enne Marco Gibertini e l’imprenditore 63enne Dallari come titolare della “Dallari srl” di Baiso attiva nel campo dei trasporti.

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Nel mirino degli investigatori vi sarebbero alcune fatture relative a tre anni (2009-2010-2011) ed emesse dalla ditta individuale “Gibertini comunicazioni” a favore dell’azienda di Dallari.Si tratterebbe di fatture riguardanti la trasmissione d’intrattenimento Poke Balle che Gibertini da tempo curava su Telereggio. Soldi fatturati, in cambio di pubblicità nel programma di un’ora in diretta, a telefoni aperti, fra il serio e lo scherzoso. Ma per chi indaga – che ha passato al setaccio le puntate di Poke Balle “incriminate” – l’ammontare di quelle fatture sarebbe eccessivo se non relativo ad operazioni inesistenti, il tutto architettato per evadere le imposte sui redditi da parte di Dallari che avrebbe potuto contare sulla connivenza dell’opinionista televisivo. Una ricostruzione già contestata a Dallari, assistito dall’avvocato Nino Ruffini nell’interrogatorio affrontato in procura in cui l’imprenditore ha negato.

Alla luce di questa novità investigativa, la Cna appare sempre più toccata nel vivo da quest’inchiesta. Una situazione imbarazzante che inanella nomi su nomi. E’ accusato di associazione a delinquere Mirco Salsi, ex titolare della Reggiana Gourmet, che è stato per lungo tempo vicepresidente della sigla. Alcuni strascichi hanno coinvolto anche la Cop Asfalti, ditta di Tristano Mussini (che non è indagato), ex presidente della Cna fino al 2013, quando ha lasciato proprio per «mettere in sicurezza» la propria azienda, che aveva preso la strada del concordato preventivo per problemi di cassa.

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A quanto risulta dalle indagini, la moglie di Mussini, Patrizia Montanari, è ora indagata. La donna, legale rappresentante della ditta, avrebbe preso accordi con Gibertini per ottenere fatture false. Operazioni in tutto o in parte inesistenti, per una cifra di circa 17mila euro. E poi Andrea Rossi, funzionario della Cna di Bagnolo – nei guai per reati fiscali – che avrebbe procurato le "teste di legno" da mettere a capo delle società che producevano le fatture taroccate. Tra i prestanome, aveva detto Gibertini durante un'intercettazione, ci sarebbe gente presa nel Pd e tra i pensionati della cooperazione reggiana. Rossi, nell’interrogatorio di garanzia, ha rimarcato che la Cna è totalmente al di fuori della vicenda che lo riguarda.

La dichiarazione di Nunzio Dallari

Sulla notizia dell’indagine in corso sulla mia persona per presunta evasione fiscale, mi sento di confermare fiducia e pieno sostegno agli inquirenti e al lavoro che il sostituto procuratore Valentina Salvi sta svolgendo e attendo gli esiti delle indagini auspicando che la giustizia faccia velocemente il suo corso.

Nel merito sono sereno. So quello che ho fatto: alcune pubblicità in una trasmissione televisiva dalle mie parti molto seguita, per le quali ho pagato regolarmente un corrispettivo.

Ciò che francamente mi dispiace è che il mio nome venga abbinato a un’inchiesta che ha tutt’altra origine, protagonisti e ramificazioni e che ciò possa anche solo scalfire il prestigio e l’autorevolezza dell’Associazione che in questo momento io rappresento ai massimi vertici.

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