Agricoltori, indennizzi regionali ma ora è necessario assicurarsi
GUASTALLA. Per area golenale si intende quella porzione di territorio, compresa tra l’alveo cosiddetto “di magra” di un fiume, vale a dire lo spazio normalmente occupato dal corso dell'acqua, e l’argi...
GUASTALLA. Per area golenale si intende quella porzione di territorio, compresa tra l’alveo cosiddetto “di magra” di un fiume, vale a dire lo spazio normalmente occupato dal corso dell'acqua, e l’argine maestro, che viene occupata dalle acque solo in occasione delle piene.
La golena è aperta quando fra il fiume e l'argine non ci sono difese mentre è chiusa in presenza di un argine cosiddetto golenale. In ogni caso l’occupazione delle aree golenali da parte delle acque, condizione che in genere è limitata ad un periodo di alcuni giorni, è un fenomeno che seppur in incremento come frequenza, è comunque occasionale e raro. Ciò nonostante le golene sono indispensabili e soprattutto devono essere mantenute in perfetto stato di efficienza e funzionalità, vale a dire gestite in modo che possano, in qualsiasi momento, essere in grado di esercitare al meglio la loro funzione garantendo sicurezza al territorio.
La presenza di vegetazione o di coltivazioni all'interno della golena può contribuire alla riduzione della velocità della corrente contenendo in questo modo gli effetti distruttivi di un fiume in piena. In caso di inondazione della golena, a seconda del tipo di coltura in atto, i danni che queste potranno subire potrebbero essere anche ingenti fino al punto da compromettere l'intero raccolto nel caso di colture annuali mentre del tutto ininfluenti nel caso per esempio di pioppeti. Danni economici che gravano sulle spalle degli agricoltori che su quelle aree hanno già anticipato una parte delle spese colturali, come è il caso di questi giorni.
In questi casi poco importa se l'evento al quale dovevamo essere preparati di tanto in tanto, arriva a verificarsi o se quei terreni, pur se fertilissimi, hanno valori inferiori rispetto alla media del territorio o se sono gravati da tasse in modo del tutto singolare rispetto ad altre aree agricole.
Il danno alle colutre è sempre un danno e la presenza dell’uomo nella cura del territorio è ritenuta indispensabile al punto da meritare pubblici risarcimenti. In questi giorni si sta lavorando anche per questo e per il momento l'unica certezza è che sarà la Regione a farsi carico degli indennizzi agli agricoltori che hanno subito dei danni alle colture. Il tutto ovviamente con la consapevolezza che per il futuro, non è questa la prima volta che se ne parla, sarà opportuno prevedere delle vere e proprie assicurazioni a copertura di questo rischio.
D'altro canto, in risposta a quanto previsto dal Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, il mercato assicurativo ha messo recentemente a disposizione degli agricoltori sia polizze pluririschio che multirischio che, nell'ambito delle avversità comprese nei contratti, prevedono anche l'alluvione che però ad oggi purtroppo scandisce l'esclusione dell'indennizzo per le "coltivazioni in terreni di golena, intendendosi per tali quelli che sono situati tra la riva del fiume e l'argine artificiale e cioè quella porzione del letto del fiume che è invasa dall'acqua solo in tempo di piena". E' su questo fronte che sarà opportuno lavorare al più presto per non continuare a gravare e dipendere sempre ed esclusivamente solo dallo stato.
Claudio Corradi
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