Oratorio chiuso per colpa dei bulli
Volontari insultati e derisi, don Paolo Tondelli ferma tutte le attività per una settimana
NOVELLARA Oratorio chiuso per una settimana a causa del clima poco edificante che, a causa dei comportamenti di alcuni ragazzi, si respira da qualche tempo. Questa la decisione presa da don Paolo Tondelli e dal consiglio dell’oratorio Cristo Re di Novellara, e annunciata sul bollettino della parrocchia Santo Stefano, diffuso in questi giorni alle famiglie del paese. Una scelta forte, che va letta come un invito a prendere le distanze da alcuni “bulletti” e che consentirebbe agli educatori di progettare un’azione di preparazione e contatto per parlare del problema a tutti i giovani, e non solo ai più “problematici”.
A quanto risulta dal verbale dell’ultima assemblea del consiglio, pubblicato su internet, la richiesta di chiudere l’oratorio era nell’aria ormai da qualche tempo ed è arrivata da buona parte dei componenti ed è stata accolta da don Paolo, parroco novellarese da sei anni. E, anche se corre il rischio di non essere “capita” nel modo giusto dai ragazzi, il sacerdote ha scelto di sposare la linea del consiglio, per porre un freno agli episodi che si sono verificati nelle ultime settimane.
«Personalmente esprimo solidarietà e stima per quanti si sono sentiti derisi o insultati dai nostri ragazzi – afferma don Tondelli nel suo intervento – è una cosa che non accetto e credo debba essere prontamente sottolineata e punita nel caso avvenga, e gestita da parte mia come se fosse fatta a me stesso. Mi sento anche di dire che la situazione sia rilevante, non più di altre affrontate in passato e come altre che affronteremo in futuro, questo per non togliere e non aggiungere niente ma solo per mettere tutto nel contesto di una “buona battaglia” che si combatte contro alcune logiche molto dominanti nel mondo di oggi, modi di fare scontati e accettati da tante parti e non così da noi. In passato abbiamo affrontato situazioni anche peggiori di queste, quindi direi che è bene stavolta premunirsi in anticipo sapendo dove si rischia di finire: questo ci dice anche che ciclicamente la questione si ripresenterà, non tanto per la cattiveria dei ragazzi o le nostre incapacità ma per il fatto che l’oratorio è un organismo in sè aperto, dove c’è chi va e nuovi che arrivano con i quali occorre ricominciare da capo, altri che crescono e migliorano o peggiorano anche a secondo dell’età delicata che vivono».
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Vista la decisione di procedere con la chiusura, in oratorio sono stati organizzati incontri per i frequentatori (animatori e ragazzi in primis) con l’obiettivo di gestire questo periodo di “emergenza” e di elaborare un’azione concreta e comune nei confronti di quei giovani che hanno dimostrato di disinteressarsi delle regole del vivere comune.
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