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Piena del Po, gli abitanti sfollati aspettano la “nuova” Regione

Piena del Po, gli abitanti sfollati aspettano la “nuova” Regione

Luzzara: le famiglie evacuate riceveranno un aiuto grazie al “contributo di autonoma sistemazione” ma i Comuni dovranno attendere le decisioni di Bonaccini sui fondi per la ricostruzione degli argini

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LUZZARA. E’ ancora da giocare la partita relativa ai risarcimenti alle famiglie che, a causa della piena del Po delle scorse settimane, hanno subìto ingenti danni. In provincia di Reggio (circa 240 sfollati in tutto) si sono verificate alcune situazioni critiche, su tutte quella del Fogarino di Luzzara, dove si contano tuttora una quarantina di sfollati.

L’acqua del fiume si è lentamente ritirata ma la zona non è ancora accessibile per questioni di sicurezza, e ci vorranno mesi prima che la vita di queste persone possa tornare alla normalità: secondo le previsioni, ciò non potrà avvenire prima della primavera.

Di fatto, i residenti luzzaresi sono stati tra i primi a lasciare le proprie case e saranno tra gli ultimi a potervi fare ritorno in quanto dopo il ritiro dell’acqua sarà necessario ripulire la zona, asciugare i muri delle abitazioni e mettere in sicurezza l’area. Oltre a Luzzara, evacuazioni sono state necessarie anche a Gualtieri e Guastalla, senza contare ovviamente Ghiarole di Brescello, completamente sgomberata ma non raggiunta dall’acqua. In particolare, saranno due i tavoli sui quali si apriranno le discussioni. Il primo riguarda il Cas, il contributo di autonoma sistemazione, che sarà assegnato alle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e che hanno provveduto autonomamente alla propria sistemazione in un altro alloggio. In questo caso, la Regione ha già assicurato che i fondi ci sono (si tratta di qualche migliaio di euro a famiglia) e ai diretti interessati, per beneficiare delle sovvenzioni, basterà compilare i documenti necessari.

Discorso più complesso, invece, per quanto riguarda le opere, come ad esempio gli argini privati che si sono rotti in seguito all’arrivo della piena e che andranno ricostruiti. In questo caso i risarcimenti saranno molto più ingenti, ma sulle modalità e – soprattutto – sulla quantità, bisognerà attendere ancora. La nuova Regione, infatti, si deve ancora insediare e nei giorni “clou” della piena, di fatto, l’ente si trovava senza un governo.

«Per quanto riguarda gli argini – spiega il sindaco di Luzzara, Andrea Costa – è probabile che la Regione opti per chiedere al governo lo stato di calamità naturale, in quanto le spese da affrontare saranno importanti. Andranno fatte sicuramente delle stime ma, solo per quanto riguarda Luzzara, credo che serviranno diverse centinaia di migliaia di euro. Viste le somme necessarie, non è escluso un intervento dello Stato».

Andrea Vaccari

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