Poiatica, un nuovo esposto per odori e inquinamento
Carpineti: presentato dal Comitato alla Procura dopo le lamentele dei cittadini Venerdì la prima riunione della commissione: «Deve essere aperta al pubblico»
CARPINETI. «La procura apre un nuovo fascicolo sulla discarica di Poiatica». Arriva dunque un secondo atto di inchiesta giudiziario sulla discarica carpinetana, da anni al centro di polemiche, accuse e di richieste di chiusura. La struttura, gestita da Iren, è la più vasta nel reggiano e una delle principali dell’Emilia. In passato si è contestato l’impatto ambientale sul territorio e sulla salute della popolazione, con momenti di scontro anche molto aspri.
Sullo sfondo, il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti sino al 2020, ancora da completare, che non offre a oggi certezze sul futuro a medio termine dell’impianto di deposito rifiuti. Ora, annuncia il comitato carpinetano “Fermare la Discarica di Poiatica”, la procura reggiana ha aperto un’indagine: «Evidentemente qualcuno ci ha ascoltati e ora la Procura di Reggio apre un nuovo e secondo fascicolo di indagine, dopo quello sulla questione “radioattività” ancora in corso». L’atto è figlio delle numerose segnalazioni dei mesi scorsi, ed in particolare di quella del 23 novembre scorso, successiva ad un’allerta per forti odori nell’area di Poiatica. L’ispezione seguente ha mostrato un fronte di rifiuti “a cielo aperto”, e non coperti da materiali inerti come prevede la legislazione in materia.
Il fascicolo potrebbe quindi riguardare la gestione della discarica, e i rischi ambientali che comportano procedure eventualmente non corrette.
Per il comitato è ormai una «questione sì ambientale, ma prima di tutto sanitaria». Le indagini sono l’avvio, sperano, di «percorsi lunghi su cui però abbiamo certamente più fiducia che nelle scelte (o non scelte) fatte dalla politica fino ad ora, una politica che ci ha deluso, mentito, stremato a più livelli». Il timore è alto: «Il biogas, quella puzza di gas metano, mista a rifiuti che si sente e invade la vallata è per noi un elemento di forte preoccupazione. – si spiega – Ci sono dentro componenti chimiche che si miscelano tra loro causando, a lungo termine e ad alti livelli, danni all'ambiente ma soprattutto alla salute. Nessuno può e sa dirci cosa e quanto esattamente abbiamo respirato in questi anni».
Altre preoccupazioni arrivano dalla scoperta del fronte “libero” di rifiuti, senza adeguato isolamento: «ci chiediamo se questo persistere delle uscite di gas sia dovuto ad una reale impossibilità a bloccarle o alla certezza di impunità di chi non rispetta la legge».
Per il comitato, l’unica speranza è nella continua vigilanza, e per questo lancia un appello «a chi sente gli odori, ai nostri concittadini: telefonate alle autorità, al Corpo Forestale territoriale, ad Arpa e al sindaco».
«Telefonate – ripetono – con la consapevolezza di fare l'unica cosa giusta: fidarsi del proprio naso e della giustizia e sperare che un giorno tutto questo finisca». Nel frattempo, si prosegue anche la “battaglia” istituzionale.
Venerdì a Carpineti ci sarà la prima seduta della Commissione Discarica comunale dopo l’insediamento della nuova amministrazione guidata da Tiziano Borghi. Fra i componenti, oltre a consiglieri della minoranza e dell’amministrazione, anche i rappresentanti dei comitati, che in quella sede chiederanno «che le sessioni siano aperte al pubblico e che chiunque voglia possa essere presente».
Adriano Arati
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