Gazzetta di Reggio

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LA FUSIONE

Pioggia di nomi (da ridere) per il nuovo Comune a tre

Martina Riccò
Pioggia di nomi (da ridere) per il nuovo Comune a tre

Parte il progetto per unire Sant’Ilario, Campegine e Gattatico in un solo Comune. Lunedì un incontro al museo Cervi, intanto impazza il toto-nome

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SANT’ILARIO. Inizierà lunedì 15 dicembre, con un’assemblea pubblica, il percorso partecipato che porterà al referendum per la fusione dei Comuni di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico. L’incontro – che si terrà al museo Cervi a partire dalle 20.45 – sarà il primo di una serie di appuntamenti nei quali la parola sarà data ai cittadini.

«Nel corso della serata presenteremo lo studio di fattibilità eseguito dallo studio Susio di Milano in collaborazione con l’ente di formazione La Cremeria di Cavriago – spiega il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti – e inizieremo a stimolare il dibattito pubblico e il confronto tra le parti. Ciò che ci preme fare, adesso, è infatti trasferire in realtà la nostra scelta di tipo politico, dimostrare concretamente i vantaggi che seguiranno alla fusione. Unire Sant’Ilario, Gattatico e Campegine in un nuovo Comune è, per noi, sinonimo di grandi opportunità. E d’altronde, come lo studio di fattibilità ha dimostrato, unire i tre enti garantirà maggior forza e potestà anche agli stessi cittadini. Ma per arrivare alla fusione occorre avere, giustamente, un forte mandato. Bisogna che i cittadini capiscano di cosa si tratta, che possano approfondire tutto con calma e poi che si esprimano in un referendum. Ecco perché il percorso partecipato, che inizierà lunedì al museo Cervi, durerà dieci mesi. Forse anche dodici».

La fusione dei tre Comuni

Fondere tre Comuni creandone uno nuovo che sappia prendere i pregi degli enti da cui si è formato, lasciandone i difetti, non è affar da poco. Oltre a chiedersi se la nuova amministrazione unificata saprà stare a contatto con tutti i cittadini, ed essere sempre presente, a Sant’Ilario, Campegine e Gattatico si inizia anche a pensare a quale nome potrà avere il nuovo Comune. Dopo il “Campegattario d’Enza” proposto dal Comitato per l’unione dei Comuni all’interno di una vignetta propagandistica, infatti, su Facebook è già scattato un simpatico toto-nomi.

Si va dalle proposte più serie – come quella di «mantenere solo uno dei tre nomi esistenti» – ad altre bizzarre («Gattegilario», «Gatteginario d’Enza», «Campegattenza», «Gatta Sant’Egine», «San Gattegine») oppure “impossibili”, come «Cagario», «Cagasan», «Sancaga». C’è poi chi, staccandosi dai nomi dei tre Comuni esistenti, propone «Olmo» o «Valle Enza». È chiaro, comunque, che la scelta del nome non sarà una passeggiata, e che le tre amministrazioni dovranno impegnarsi duramente anche su questo fronte.

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