Un gruppo di restauratori per il museo contadino
Novellara, concluso un corso teorico e pratico per volontari assieme all’Auser Obiettivo: recuperare le migliaia di attrezzi agricoli nei sotterranei della Rocca
NOVELLARA. Si è appena concluso il corso teorico e pratico di restauro, condotto dall’esperta restauratrice Ileana Nicoli, promosso dall’Auser per la formazione di una squadra di volontari preparati a condurre con competenza ed efficienza gli interventi necessari per il recupero e la conservazione delle migliaia di pezzi che rappresentano lo straordinario patrimonio del Museo del Lavoro e della Cultura contadina, in Rocca a Novellara. Una ricca e suggestiva testimonianza della cultura materiale del mondo contadino della Bassa fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, prima della meccanizzazione dell’agricoltura che ha rivoluzionato nelle campagne, in pochi anni, gli antichi modo di produzione e ha segnato la fine di una cultura millenaria legata alla terra, alle stagioni, alla dura fatica dei campi.
Un museo realizzato, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, con il materiale raccolto, da un gruppo di studenti della scuola media locale e di volontari, battendo sistematicamente gran parte delle case coloniche della zona, prima che tutto andasse disperso.
Una iniziativa che portò in pochi anni all’acquisizione di migliaia di pezzi, tutti donati dai proprietari, e ad un primo allestimento in alcune sale al piano terra della Rocca, poi nel sotterraneo dell’ala nord; un ambiente, quest’ultimo, particolarmente adatto e di per sé straordinariamente suggestivo. Un’esposizione permanente, per anni molto frequentata da visitatori e scolaresche. Chiusa a seguito del terremoto del 1996, con i materiali poi mal conservati per una quindicina d'anni.
Recentemente un consistente gruppo spontaneo di volontari dell’Auser ha cominciato a lavorarci, per un nuovo allestimento; e da quando la cosa si è risaputa, decine di cittadini hanno donato numerosi altri materiali, provvisoriamente sistemati in un capannone messo gratuitamente a disposizione da un artigiano.
Adesso la task force di volontari sta procedendo ad un lavoro sistematico di recupero e restauro della dotazione. Per quanto riguarda la sede, il sotterraneo sarà interessato dal cantiere per alcuni lavori di restauro e consolidamento della struttura già programmati dal Comune. Per cui non sarà presumibilmente disponibile prima di un paio d’anni. Il tempo più o meno necessario ai volontari per mettere in pratica quanto acquisito nelle 20 ore di corso: trattamenti antitarlo, contro le muffe e l'umidità e di consolidamento del legno. E per portare a temine il lavoro di catalogazione di tutto il materiale a disposizione.
Vittorio Ariosi
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