Motti indagato vuole una perizia sui suoi giornali
REGGIO EMILIA. La decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex europarlamentare Tiziano Motti, indagato con moglie e soci per truffa ai danni dello Stato, è slittata al...
REGGIO EMILIA. La decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex europarlamentare Tiziano Motti, indagato con moglie e soci per truffa ai danni dello Stato, è slittata al prossimo 10 marzo. Un problema di notifiche, infatti, ha fatto sì che l’udienza di ieri si sia risolta rapidamente. Anche se i legali dell’ex politico – con in testa l’avvocato Liborio Cataliotti – hanno già anticipato al giudice Antonella Pini Bentivoglio che faranno richiesta per un incidente probatorio.
E’ attraverso una perizia che analizzi tiratura e identità tra il Giornale di Reggio bisettimanale e “La notizia” bisettimanele di Bari, entrambi dello stesso Motti, vuole dimostrare che non ci fu la truffa che gli contesta il pubblico ministero Stefania Pigozzi. Sotto accusa infatti ci sono i contributi pubblici per l'editoria incassati dalla cooperativa “Nuova Stampa” di Motti: 446mila euro nel 2010 e altri 298mila euro nell'anno successivo. Ma a quel contributo la stessa non avrebbe avuto diritto, secondo chi indaga. Perché è il periodo in cui la cooperativa acquisì il bisettimanale di Bari registrato (come impone la legge) nel tribunale del capoluogo pugliese. Anche quando, però, la pubblicazione smise di uscire in Puglia ma solo a Reggio, pur rimanendo registrata a Bari, continuò a percepire contributi. I legali di Motti hanno depositato anche tre consulenze di parte per spiegare le proprie ragioni. Equiparando i suoi giornali a sei testate che hanno diverse declinazioni territoriali. Bisognerà vedere se il gip accetterà. Indagati oltre a Motti sono la moglie Stefania Bigliardi, Stefano Ruozzi, Alessandro Bettelli e Pierpaolo Zucchetti. Tra i difensori l’avvocato Domenico Noris Bucchi. (el.pe)
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