"Nessuno di voi è un bullo, vi vogliamo bene"
Il responsabile dell'oratorio Cristo Re di piazza Battisti appende un cartello alla porta dell'edificio, chiuso per una settimana per "atteggiamenti di maleducazione, di presa in giro, di sfida anche nei confronti degli animatori"
NOVELLARA. "ORATORIO: chiuso per ripartire" è il titolo del messaggio lanciato sul bollettino settimanale della parrocchia di Santo Stefano, con data 7 dicembre, con il quale il responsabile don Paolo Tondelli spiegava ai novellaresi le motivazioni che avevano portato a questa dolorosa quanto decisa presa di posizione. Si parlava di "atteggiamenti di maleducazione, di presa in giro, di sfida anche nei confronti degli animatori", come si legge chiaramente nello stesso bollettino parrocchiale.
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Comportamenti, quelli di alcuni ragazzi che frequentano l'oratorio, che nella relazione del consiglio di oratorio del 6 novembre scorso, dove era stata presa la decisione di chiudere il "Cristo Re" per una settimana, vengono definiti in modo inequivoco: "Viene proposto di chiudere l’oratorio come segnale forte da dare a tutti: questo servirebbe come gesto per tutti che l’oratorio prende una chiara posizione, che il comportamento di alcuni influisce sul bene di tutti, come invito a prendere le distanze e a non spalleggiare i facinorosi (...)". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10466004:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/12/09/news/oratorio-chiuso-per-colpa-dei-bulli-1.10466004]]
Il responsabile dell'oratorio, don Paolo Tondelli, aveva poi aggiunto alcune considerazioni personali al resoconto del consiglio: "Aggiungo alcune note a margine di tutto quello che ci siamo detti. Personalmente esprimo solidarietà e stima per quanti si sono sentiti derisi o insultati dai nostri ragazzi, è una cosa che non accetto e credo debba essere prontamente sottolineata e punita nel caso avvenga, e gestita da parte mia come se fosse fatta a me stesso. Mi sento anche di dire che la situazione sia rilevante, non più di altre affrontate in passato e come altre che affronteremo in futuro, questo per non togliere e non aggiungere niente ma solo per mettere tutto nel contesto di una “buona battaglia” che si combatte contro alcune logiche molto dominanti nel mondo di oggi, modi di fare scontati e accettati da tante parti e non così da noi".
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Questa mattina, sul portone dello stesso oratorio, è stato posizionato un cartello, in cui viene fatto un passo indietro rispetto alle parole con cui erano stati definiti certi comportamenti: "Nessuno di voi è BULLO, come scritto dal giornale, nessuno di noi l'ha mai detto, è stata una invenzione del giornalista. I motivi veri della chiusura ve li abbiamo detti quando vi abbiamo incontrato. Per noi siete tutti importanti e vi vogliamo bene".
Come dire: non siamo noi che abbiamo chiuso l'oratorio per una settimana per "atteggiamenti di maleducazione, di presa in giro, di sfida anche nei confronti degli animatori", ma è colpa di chi lo ha raccontato, sintetizzando le parole maleducazione, sfida, presa in giro, insulti e derisione nel termine ("che noi non abbiamo mai usato") bullismo...
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