Questa mattina il doppio interrogatorio
Gli investigatori sono convinti che il giovane non abbia agito da solo e che ci siano altri coinvolti
I familiari con cui Fausto Bottura viveva sono stati sentiti a lungo dai carabinieri del reparto investigativo l’altra notte. La sorella Patrizia e i tre figli.
Ma è stata la ricostruzione di Massimo, 19 anni, a insospettire gli investigatori.
Dopo una prima fase informale, in cui il suo racconto ha presentato prima buchi e poi parziali ammissioni, l’avvocato Daniele Delaini ha chiesto una sospensione.
Appena formulata l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, Massimo, di concerto con il legale, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Stamattina sarà interrogato dal pm Silvia Bertuzzi, a cui si affiancherà il procuratore capo Antonino Condorelli. Seguirà l’interrogatorio di garanzia del gip Gilberto Casari.
Se la procura sembra convinta che Massimo, in ogni caso, non abbia agito da solo, resta da chiarire il ruolo dei familiari. La madre di Massimo, Patrizia, sorella della vittima, venerdì ha presentato la denuncia per la scomparsa del fratello, che non vedeva da mercoledì notte. L’ultimo contatto è una telefonata che Fausto fa verso le 22.30 di mercoledì sera al nipote Michele, che non gli risponde perché è in palestra. Una denuncia per scagionare il figlio? Il corpo di Fausto, secondo gli investigatori, sarebbe stato gettato in Po quando l’acqua era alta.
Sarebbe quindi rimasto sommerso per poco più di due giorni, per poi riemergere a causa dell’abbassamento del livello del fiume. Una circostanza che l’assassino e i suoi complici non avevano calcolato.(r.c.)
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