Ritrovato falso d’autore trafugato alla Parmeggiani
Nove mesi dopo il colpo alla Galleria gli investigatori trovano il monile a casa di un 40enne ora denunciato per ricettazione, all’appello mancano altri 4 pezzi
REGGIO EMILIA. Torna a casa, dopo oltre nove mesi, il frammento di cintura in ottone smaltato che era stato trafugato da una teca della Galleria Parmeggiani il 26 marzo scorso. Il prezioso oggetto – che è stato trovato dai carabinieri di Reggio nella casa di un quarantenne, poi denunciato per ricettazione – è stato restituito ieri ad Elisabetta Farioli, direttrice dei Musei Civici. «Il fatto di aver ritrovato il frammento della cintura nella nostra città – ha spiegato il comandante dei carabinieri Paolo Zito – ci fa sperare di poter ricostruire la filiera della ricettazione e ritrovare anche gli altri quattro oggetti che erano stati rubati insieme alla cintura». Si tratta di una placca in oro con smalti, una fistola d’argento dorato, un medaglione d’oro a forma di quadrifoglio e un medaglione circolare, tutte riproduzioni che Luigi Parmeggiani aveva realizzato nell’Ottocento simulando opere del 1300. Per continuare il dotto scherzo di Luis Marcy – questo lo pseudonimo che Parmeggiani usava quando realizzava i suoi falsi – i cinque oggetti erano stati esposti nella galleria con delle etichette che riportavano la data del 14esimo secolo. Ed è forse in questo dotto tranello che i ladri sono caduti, prendendo per originali le riproduzioni di Marcy. Era stata la stessa direttrice, all’indomani del furto, ad accorgersi delle bacheche vuote. Enorme è stata quindi la sua gioia quando i carabinieri l’hanno chiamata per darle notizia del ritrovamento. «Ringrazio infinitamente l’Arma per il lavoro svolto e per lo straordinario risultato ottenuto – ha affermato Elisabetta Farioli nel momento della restituzione della cintura – Aver ritrovato il frammento in zona conferma in un qualche modo l’ipotesi che chi ha compiuto il furto non sia un esperto d’arte, non possieda un’alta cultura. La cintura, infatti, aveva ancora la “falsa” targhetta descrittiva messa da noi». E proprio questo dettaglio fa pensare che, dietro al furto dei cinque oggetti, non ci siano collezionisti d’arte a caccia delle rare riproduzioni di Parmeggiani. «Sembrerebbe un ennesimo scherzo di Luis Marcy – ha commentato la direttrice dei Musei Civici – una scena della commedia degli equivoci a lui tanto cara». Dopo oltre nove mesi di lontananza, il frammento della cintura potrà finalmente tornare alla Galleria Parmeggiani che, nel frattempo, è stata dotata di un sistema di videosorveglianza. «A ridosso del furto – spiega la Farioli – l’amministrazione comunale ha voluto aumentare la sicurezza della struttura e ha installato un sistema di sorveglianza che servisse sia come deterrente che come strumento in fase investigativa». E a proposito delle indagini, il comandante Zito ha assicurato che il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Reggio e del Nucelo Tutela Patrimonio Artistico non si fermerà qui: scoperto e denunciato il “custode” di una delle opere trafugate, infatti, occorre ora trovare le altre quattro e assicurare alla giustizia i responsabili del furto.
Martina Riccò
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