Tegola sull’Ausl sospesa dal Tar la gara al ribasso
Offerta fuori mercato per l’appalto sui mediatori culturali primo round alla Dimora d’Abramo e a Oscar Romero
REGGIO EMILIA. I dubbi sulla sostenibilità economica dell’appalto mossi dal consorzio Oscar Romero e dalla Dimora d’Abramo contro l’Ausl di Reggio sono fondati. È quanto dice in estrema sintesi la sospensiva concessa dal Tar di Parma, che ha dato ragione ai due ricorrenti giunti davanti ai giudici amministrativi per contestare l’assegnazione di un appalto alla Synergasia, coop di Roma che ha presentato un ribasso del 35% per l’assegnazione dei servizi di mediazione culturale all’interno delle due Ausl reggiane. Non era una gara al massimo ribasso ma poco ci manca, visto che 50 punti su 100 erano assegnati all’offerta economica più vantaggiosa. Subito dopo l’apertura delle tre buste con le offerte, la Oscar Romero - in gara in Ati con la Dimora d’Abramo - ha subito mosso forti dubbi. «L’offerta presentata da quelli che sono poi stati i vincitori era semplicemente fuori mercato - dice Leonardo Mosiani, direttore del consorzio reggiano specializzato nei servizi sociali - Ora il Tar ci ha concesso la sospensiva in attesa di una sentenza. Si tratta di un risultato per noi molto importante, siamo soddisfatti anche se non si tratta di un giudizio di merito. Certo è che i giudici hanno comunque rilevato i nostri stessi dubbi».
Quello in atto è il primo ricorso nella storia della Oscar Romero («non c’era mai stato bisogno prima» dice Mosiani) partner privilegiato nei rapporti con la pubblica amministrazione reggiana, escluso questa volta a causa di una gara che rischia di scemare. La sentenza è attesa a marzo 2015: nel frattempo il servizio di mediazione verrà probabilmente prorogato alla Dimora d’Abramo, vincitrice della gare precedenti. «Siamo preoccupati - confida Mosiani - La scarsità di risorse porta a una maggiore competizione. Le coop stesse hanno atteggiamento più aggressivo perché le marginalità si sono complessivamente ridotte. Ma in questo caso restiamo convinti che l’offerta economica non sia sufficiente per remunerare il lavoro».
L’Ausl, nonostante le perplessità espresse dai due storici partner, ha emesso comunque un giudizio di congruità dei costi espressi dalla Synergasia, che ha chiesto 770mila euro per tre anni di servizio, 400mila euro in meno rispetto al valore base dell’appalto fissato in 1 milione 170mila euro. Il servizio in affidamento riguarda la mediazione linguistico-culturale nell'ambito dei servizi sociali, sanitari e socio sanitari dell’azienda Usl di Reggio Emilia nei distretti e negli ospedali, compreso l’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio. «L’offerta presentata da quella cooperativa per noi resta anomala sia rispetto al costo del lavoro tabellare, sia rispetto agli inquadramenti - spiega Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo - Noi non ce l’abbiamo con la coop vincitrice: il nostro ricorso è nei confronti dell’Ausl che è la stazione appaltante. I nostri dipendenti sono in buona parte a tempo indeterminato e dovranno essere presi in carico in caso di un cambio di cooperativa. Ma noi, facendo tutti i nostri calcoli, non saremo certo in grado di garantire stipendi e livelli con l’offerta presentata dai concorrenti. Avevamo fatto presente le nostre osservazioni. Ora non resta altro se non attendere il giudizio dei giudici».
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