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Tribunale al collasso, parte lo stato di agitazione

Tribunale al collasso, parte lo stato di agitazione

Polemiche su organici e ferie: mancano 3 giudici e 5 amministrativi. Appello ai politici reggiani e dito puntanto anche sulla norma sulla responsabilità dei giudici

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REGGIO EMILIA. Responsabilità istituzionale, riforme, riqualificazione e formazione permanente. Ma anche una copertura degli organici e condizioni di lavoro dignitose. Sono alcune delle richieste avanzate nel corso di un'assemblea mattutina dei magistrati reggiani, che nell'aula della Corte di Assise del tribunale di Reggio Emilia si sono riuniti nell'ambito di una protesta dell'Associazione nazionale magistrati (Anm). Fra le richieste avanzate, più risorse e il rispetto delle ferie.

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Il procuratore capo Giorgio Grandinetti ha letto il comunicato della Anm chiedendo una più corretta interpretazione dei numeri e del super lavoro al quale sono costretti i magistrati italiani e in particolar modo quelli reggiani.

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Il presidente del tribunale di Reggio, Francesco Maria Caruso, ha lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni reggiane, parlamentari in primis. "Faccio un appello ai politici reggiani, alle istanze della società civile, alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali affinché il tribunale di Reggio Emilia abbia un aumento di organico di almeno tre magistrati e un corrispondente aumento degli amministrativi di almeno 5 unità perché i dati del ministero di questi giorni rivelano con assoluta evidenza che questo è il minimo che ci deve essere riconosciuto in relazione ai carichi di lavoro che abbiamo e ai risultati che abbiamo ottenuto. Dobbiamo poter disporre di quello che ci spetta".

Forti polemiche anche per quanto riguarda la riforma passata la Senato che prevede la possibilità per gli imputati di fare causa a magistrati e giudici chiedendo il risarcimento dei danni. "Una norma che darebbe ci metterebbe in difficoltà, soprattutto se usata come minaccia". Il monito tocca nel vivo Reggio Emilia, dove sono in corso procedure legate all'antimafia, alle quali Caruso fa riferimento diretto.

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Nel corso della riunione, si è discusso anche della riforma della prescrizione: "L'associazione nazionale magistrati da almeno dieci anni denuncia l'effetto distorsivo dell'attuale disciplina della prescrizione, così come delineata nel 2005 dalla ex Cirielli. L'associazione nazionale magistrati è pronta a fornire al governo e al parlamento il proprio contributo per una riforma radicale che, inserita in un più ampio progetto di revisione del processo, operi un equo contemperamento fra il diritto delle parti ad un ragionevole processo e l'interesse della collettività alla repressione dei reati", fanno sapere i magistrati.

Secondo i dati diffusi dall'Anm, in Italia il costo della corruzione è pari a 60 miliardi di euro ("per l'assenza di una vera riforma"), 9mila sono i cancellieri che mancano negli uffici giudiziari, 2.834.879 le cause definite in un anno ("i giudici civili italiani secondi in Europa"), 1.288.171 i procedimenti definiti in un anno ("i magistrati penali italiani primi in Europa") e 2.037 milioni di euro sono stati confiscati alla mafia in un anno.

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