Il treno dei pendolari non parte, è caos
E’ accaduto ieri mattina sulla linea Reggio-Sassuolo senza avvisi e pullman sostitutivi. Vernaci: «Una cosa vergognosa»
REGGIO EMILIA. Non ci sono motivi tecnici sufficienti per giustificare l'ennesimo disservizio del trasporto pubblico: un ritardo di 49 minuti su un percorso ferroviario per il quale, da un capo all'altro, se ne impiegano normalmente appena quaranta. Il fattaccio è accaduto martedì mattina sulla linea Reggio-Sassuolo. Alla stazione centrale il solito folto drappello di pendolari era assiepato sulla pensilina del primo binario, lato Est, in attesa del treno 878 che, secondo la tabella di marcia, sarebbe dovuto partire alle 6,59. Il convoglio, che abitualmente vi arriva dal deposito prima dell'orario di partenza, non s'è visto.
Dopo cinque minuti i passeggeri hanno incominciato a spazientirsi e a chiedere invano spiegazioni al personale della stazione. Infatti gli altoparlanti, che continuamente annunciano gli arrivi e le partenze, non avevano diffuso alcun avviso per la corsa diretta a Sassuolo. Il treno è arrivato sul binario dopo tre quarti d'ora ed è partito da Reggio alle 7,48 senza che si provvedesse a sostituirlo con gli autobus, come si fa generalmente in caso di avaria. Chi poteva, nel frattempo, aveva provveduto al trasporto con mezzi privati. Agli altri non è rimasto che presentarsi sul luogo di lavoro o a scuola con un ritardo incomprensibile per chi non ha dimestichezza con le magagne del servizio ferroviario.
«Ci hanno lasciato per tre quarti d'ora al freddo, sulla banchina della stazione, senza alcun messaggio di servizio né spiegazioni in merito al ritardo» racconta una tra le decine di passeggeri lasciati a terra. «Io ho mancato l'appuntamento con il medico che avevo fissato a Scandiano ma con me c'erano professori giunti in ritardo a scuola e dipendenti delle fabbriche arrabbiati perché dovevano timbrare il cartellino. E' una vergogna: non ci hanno detto nulla e quando ci siamo presentati di nostra iniziativa nella sala operativa della stazione, ci hanno risposto con molta maleducazione. Un paese civile non tratta così i passeggeri. Non c'era alcun servizio sostitutivo e non capisco come sia possibile che non facciano controlli prima di mettere i treni sui binari. Siamo pendolari, abbiamo degli orari da rispettare. Tper faccia altrettanto».
Il problema si è ripresentato per le corse successive, poichè quella linea, come le altre delle ex-Ferrovie reggiane, è a binario unico. Fatto sta che il treno 878, dopo essere ripartito da Sassuolo come treno 271, è riuscito a recuperare soltanto dieci minuti, arrivando a Reggio alle 9,13 anzichè alle 8,34. L'azienda Tper riferisce che all'origine di tanto caos c'era nient'altro che la mancata accensione delle luci. Il treno fatto uscire dal deposito era formato da tre macchine, una delle quali destinata alla linea di Ciano. Quando questa è stata staccata, ci si è accorti che i fanali in testa alle altre due non funzionavano. Dopo avere tentato di riaccenderli, i macchinisti hanno fatto arrivare dal deposito, al posto di quelle due, una sola macchina, sulla quale i pendolari erano destinati a pigiarsi. Michele Vernaci, responsabile dell'Agenzia della mobilità, commenta con asprezza: «E' un comportamento inammissibile e vergognoso. I passeggeri hanno ragione. I tecnici avrebbero dovuto prevedere la lunghezza dei tempi d'intervento e sostituire subito il treno con gli autobus. In quanto al mancato avviso, dopo i primi disservizi di settembre avevamo proposto l'installazione di un semplice sistema informatico. Non se n'è fatto nulla».
Luciano Salsi
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