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«Nessuno di voi è un bullo, nessuno lo ha mai detto»

«Nessuno di voi è un bullo, nessuno lo ha mai detto»

Novellara: un cartello sulla porta dell’oratorio Cristo Re che è stato chiuso a causa di «comportamenti non adeguati»

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NOVELLARA. “Oratorio: chiuso per ripartire” è il titolo del messaggio lanciato sul bollettino settimanale della parrocchia di Santo Stefano di Novellara, con data 7 dicembre, con il quale il responsabile della struttura, il vice parroco don Paolo Tondelli, spiegava ai fedeli e a tutti novellaresi le motivazioni che avevano portato alla dolorosa quanto decisa presa di posizione da parte del consiglio, ovvero di chiudere l’oratorio per una settimana.

Si parlava di «comportamenti non adeguati all’oratorio», di «atteggiamenti di maleducazione, di presa in giro, di sfida anche nei confronti degli animatori», come si legge chiaramente nello stesso bollettino parrocchiale recapitato nelle case dei novellaresi.

Ora, a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del bollettino, dopo che ieri la Gazzetta di Reggio ha dato notizia di quanto avvenuto, il “tiro” viene spostato e il tutto viene definito «una invenzione del giornalista», come si legge nel messagio riportato sul portone dello stesso oratorio di piazza Battisti, su cui è stato appeso un cartello a difesa dei ragazzi.

Sarebbe quindi tutta colpa del giornale, almeno leggendo quel cartello, non fosse che è tutto documentato.

Quei «comportamenti non adeguati all’oratorio», ovvero quelli di alcuni ragazzi che frequentano la struttura parrocchiale, nella relazione del consiglio del 6 novembre scorso – dove era stata presa la decisione di chiudere il “Cristo Re” per una settimana – erano stati spiegati in modo inequivoco, che non dava spazio a interpretazioni sbagliate nè tantomeno a “invenzioni giornalistiche”.

«Viene proposto di chiudere l’oratorio come segnale forte da dare a tutti – si legge nel resoconto – questo servirebbe come gesto per tutti che l’oratorio prende una chiara posizione, che il comportamento di alcuni influisce sul bene di tutti, come invito a prendere le distanze e a non spalleggiare i facinorosi (...)».

Il responsabile dell’oratorio, il vice parroco don Paolo Tondelli, aveva poi scritto nella relazione alcune considerazioni personali al resoconto del consiglio: «Aggiungo alcune note a margine di tutto quello che ci siamo detti. Personalmente esprimo solidarietà e stima per quanti si sono sentiti derisi o insultati dai nostri ragazzi: è una cosa che non accetto e credo debba essere prontamente sottolineata e punita nel caso avvenga, e gestita da parte mia come se fosse fatta a me stesso. Mi sento anche di dire che la situazione sia rilevante, non più di altre affrontate in passato e come altre che affronteremo in futuro, questo per non togliere e non aggiungere niente ma solo per mettere tutto nel contesto di una “buona battaglia” che si combatte contro alcune logiche molto dominanti nel mondo di oggi, modi di fare scontati e accettati da tante parti e non così da noi».

Ieri mattina, come detto, sul portone dello stesso oratorio novellarese – che nel frattempo, dopo la settimana di chiusura, è stato riaperto il giorno dell’Immacolata – è stato posizionato un cartello, in cui viene fatto un passo indietro rispetto alle parole con cui erano stati definiti certi comportamenti.

«Nessuno di voi è bullo, come scritto dal giornale – si legge a caratteri cubitali sul foglio – nessuno di noi l’ha mai detto, è stata una invenzione del giornalista. I motivi veri della chiusura ve li abbiamo detti quando vi abbiamo incontrato. Per noi siete tutti importanti e vi vogliamo bene».

Come dire: non siamo noi che abbiamo chiuso l’oratorio Cristo Re per una settimana per «atteggiamenti di maleducazione, di presa in giro, di sfida anche nei confronti degli animatori», ma è colpa di chi lo ha raccontato – ovvero la Gazzetta – sintetizzando le parole maleducazione, sfida, presa in giro, insulti e derisione nel termine (che, come specifica il cartello appeso alla porta dell’oratorio, «nessuno di noi l’ha mai detto») bullismo.

Come dire: “E’ tutta colpa del giornale se – prima che venisse scritto l’articolo, ndr – abbiamo chiuso l’oratorio una settimana”...

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