Delitto premeditato il nipote e due amici rischiano l’ergastolo
Ammazzato come un animale. Senza pietà. Vigliaccamente aggredito alle spalle, colpito con inaudita violenza alla nuca e lasciato agonizzante a terra. Poi il branco si è concesso una prima pausa,...
Ammazzato come un animale. Senza pietà. Vigliaccamente aggredito alle spalle, colpito con inaudita violenza alla nuca e lasciato agonizzante a terra. Poi il branco si è concesso una prima pausa, tornando poco dopo per continuare a infierire sulla vittima. Un omicidio “a tappe”: così l’ha definito il procuratore capo Antonino Condorelli. Un vera e propria esecuzione. Fausto Bottura, 58 anni, residente a Magnacavallo, aveva il destino segnato nella notte horror scelta dal branco per farlo fuori. Il movente? Ucciso perché rompeva le palle. Molto semplicemente. Inaudito, orribile, ma è quello che ha accertato la Procura e che getta una luce inquietante e diabolica su tutta questa vicenda. I carnefici sono tre ragazzi incensurati, che fino a una settimana fa hanno condotto una vita normale tra studio e lavoro e che ora si trovano dietro le sbarre con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere: Massimo Bottura, nipote della vittima, 19 anni (il primo ad essere fermato); Armando Esposito, 19 anni, pure lui di Magnacavallo; Alessio Magnani, 18 anni, di Poggio Rusco. Ma a fare la differenza sono le aggravanti che la Procura ha contestato: se accertate e accolte, i tre ragazzi rischiano la pena dell’ergastolo. Prima fra tutte la premeditazione; poi i motivi abbietti e futili, il comportamento crudele nei confronti della vittima, l’aver approfittato dell’oscurità e delle condizioni atmosferiche e della sua disabilità (era inabile al 60%) e infine per l’abuso della relazione domestica. Un quadro davvero agghiacciante che, se accolto dal giudice, ai tre ragazzi aprirebbe la porta del carcere a vita. Per ora sembrano improbabili altri fermi, ma il numero dei testimoni oculari cresce ogni giorno di più.
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