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Il rubierese Marco Bizzarri sale al vertice del marchio “Gucci”

Il rubierese Marco Bizzarri sale al vertice del marchio “Gucci”

L’amministratore delegato della divisione Luxury dal 2015 sostituirà Di Marco dopo il recente “terremoto”

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RUBIERA. Un rubierese a capo di Gucci. Sarà Marco Bizzarri, 51enne nato e cresciuto nel paese sulla via Emilia, il nuovo amministratore delegato di uno dei marchi più conosciuti di moda e lusso a livello internazionale, dopo il freschissimo “terremoto” che ha portato all’addio di Frida Giannini e di Patrizio Di Marco. Un nuovo salto in avanti per Bizzarri, dal 2009 presidente e amministratore delegato di Bottega Veneta e da pochi mesi anche amministratore delegato della divisione Luxury - Couture & Leather Goods del gruppo Kering.

Il passaggio avverrà all’interno, perché Gucci è il nome di punta proprio del colosso francese Kering diretto da François-Henri Pinault. La mattina di ieri del mondo dell’economia e della moda è stata scossa dalla notizia improvvisa dell’addio della Giannini, dal 2006 direttore creativo di Gucci, e di Patrizio Di Marco, amministratore delegato dell’azienda dal 2000 e compagno proprio della Giannini.

Negli ultimi anni erano uscite sul rapporto teso della coppia con Pinault, non contentissimo del legame sentimentale fra i due vertici del marchio più celebre. Né dei risultati commerciali in calo. Ieri, l’annuncio. Se la Giannini rimarrà sino alla presentazione della collezione donna Autunno/Inverno 2015-2016, a fine febbraio, Di Marco verrà sostituito dall’inizio del 2015 da Bizzarri.

Per il dirigente rubierese è l’apice di una carriera sempre nell’abbigliamento, iniziata con Mandarina Duck. Con l’azienda bolognese ha lavorato spesso all’estero facendosi notare dai principali gruppi del settore, trascorrendo lunghi periodi fra Hong Kong, Parigi e Londra. Nel 2009 la chiamata a capo di Bottega Veneta, celebre marchio della pelletteria e dell’artigianato, con una crescita costante di risultato in questi cinque anni. In primavera, il primo salto come referente di tutta la divisione Luxury - Couture & Leather Goods di Kering, con responsabilità su Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Stella McCartney fra gli altri. Adesso, il gradino più prestigioso, con uno storico simbolo del “made in Italy”, Gucci. E non in una fase qualunque.

Nel momento di una sferzata radicale, con l’allontanamento delle due colonne principali, il miliardario Pinault ha deciso di puntare sull’uomo di maggiore fiducia e affidabilità.

Adriano Arati

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