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Sciopero generale, in 8.000 sfilano nel corteo contro il governo

Anche a Reggio grande partecipazione alla manifestazione indetta da Cgil e Uil: da tempo non si vedeva così tanta genteLe motivazioni della protesta


12 dicembre 2014


REGGIO EMILIA.  Una "macchia rossa" con almeno 8.000 persone stamattina ha invaso le vie della città. In tanti  hanno aderito allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. Dalle 9, momento di incontro di chi ha voluto aderire alla manifestazione contro le politiche del governo, il traffico è stato parzialmente  paralizzato intorno al centro storico per consentire il passaggio degli scioperanti.

Con loro striscioni, cartelli, fischietti, megafoni e anche fumogeni rossi per farsi vedere e richiamare l'attenzione. A scortarli c'era un nutrito cordone di agenti. Una misura precauzionale dato che non si sono registrati problemi né tensioni.

Il momento clou è stato in piazza Martiri del 7 luglio con Guido Mora, segretario provinciale della Cgil, e Alberto Zanetti della segretaria Uil Modena-Reggio.

La mappa dei cortei in Italia

Sono stati due i cortei che si sono mossi. Uno partito da viale Montegrappa, l'altro anch'esso nutritissimo è partito dalla zona del centro commerciale Meridiana. I lavoratori hanno  percorso le vie limitrofe fino a raggiungere la stessa piazza e unirsi all'altro corteo. Sonostati tanti i lavoratori che hanno deciso di esserci e di farsi sentire: era da tempo che a Reggio non si vedeva una manifestazione tanto partecipata.

Il traffico è stato paralizzato per gran parte della mattinata, soprattutto nei viali della circonvallazione cittadina. «Chiediamo scusa agli automobilisti- dice dal palco Ramona Campari della segreteria della Cgil reggiana - ma quei diritti che stanno togliendo, i lavoratori oggi hanno deciso di riprenderseli».

La grande affluenza è confermata anche dalle percentuali di adesione giunte da fabbriche e posti di lavoro pubblici, che vedono ad esempio il 70% dei lavoratori del Comune in sciopero, e il 75% di adesioni per le aziende sanitarie Ausl e ospedale Santa Maria. Nelle fabbriche, in particolare quelle metalmeccaniche, adesioni fino al 95%. Chiuse le 13 mense di Cir food, e anche alcune scuole. Molto più esigua invece la rappresentanza politica alla manifestazione. Presenti il civico Francesco Fantuzzi e Donato Vena, ex segretario del Pdci, e la senatrice Maria Mussini, ex M5s, unica parlamentare reggiana ad aver votato contro il Jobs Act. Per quanto riguarda il Pd invece, presenti i sindaci di Castellarano, Baiso, Albinea e Rubiera, e il consigliere comunale di Reggio Dario De Lucia, civatiano.

Proprio De Lucia non risparmia su Facebook una stoccata al suo partito: «Avviso ai dirigenti del pd: chi manifesta è la nostra gente», scrive De Lucia. Il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha preannunciato una nota. Bersaglio di Cgil e Uil, negli interventi dal palco anche i parlamentari reggiani del Pd che hanno dato voto favorevole al provvedimento e al presidente della regione Stefano Bonaccini, eletto - secondo Zanetti- «con percentuali da condominio».

I provvedimenti del governo, commenta il segretario della cgil reggiana Guido Mora, «sono pericolosi, soprattutto in una regione che ha un governatore che è stato eletto con il 18%. In una situazione del genere bisogna fare molta attenzione perchè si rischia di alimentare ancora di più la separazione tra il comune sentire di parti consistenti di cittadini e di società e la politica. su questa via si vengono a minare le basi stesse delle democrazia». Ai parlamentari, Mora chiede invece se «davvero si rendono conto di quello che, con il loro voto, provocheranno nelle condizioni di vita di tantie persone».

La manifestazione, conclude il numero uno della camera del lavoro, «non è un punto di arrivo, ma di partenza per una rivendicazione più forte dei diritti dei lavoratori». Da oggi, «tutte le azioni saranno unite, da quelle giuridico legali a quelle di protesta nei singoli luoghi di lavoro, per riappropriarci dei diritti dello statuto dei lavoratori». Sulla stessa linea il segretario  Uil Alberto Zanetti, che commenta: «questa piazza è la migliore risposta a chi ha cercato di dividere le organizzazioni sindacali. contro queste misure useremo tutti i mezzi fino ai referendum e ai ricorsi alla corte costituzionale e di giustizia europea». Dal delegato Fiom, infine un'ultima puntura per la Cisl: «Ha fatto una scelta diversa, ma il tempo ci darà ragione»

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