Gazzetta di Reggio

Reggio

Lite mortale, in appello sconto di pena di 10 anni

di Tiziano Soresina
Lite mortale, in appello sconto di pena di 10 anni

Delitto della Vigilia al dormitorio: condanna ridimensionata per l’accoltellatore Per la Corte il marocchino colpì i due connazionale perché aggredito e provocato

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REGGIO EMILIA. Un robusto “sconto” di pena – sono passati da 30 a 20 gli anni di reclusione – è stato sancito dalla Corte d’appello che ha dato una “lettura” così un po’ diversa alla tragedia che avvenne alla vigilia di Natale di due anni fa nel dormitorio di Villa Rossi (all’ex San Lazzaro).

Festività che si macchiò di sangue: ferito a morte il marocchino 38enne Zakaria Tibari, grave anche un connazionale (il 44enne Mohhamed Kati) ma che poi se la cavò. Fatali i fendenti sferrati dal marocchino 31enne Fouad El Koh.

Ma sulla situazione creatasi quella notte nella struttura che accoglie i senzatetto ha acceso i fari l’avvocato difensore Rosanna Beifiori nella sua articolata arringa che ha convinto i giudici, visto che è caduta l’aggravante dei futili motivi, il che è coinciso con il ridimensionamento della condanna. «La vicenda è sicuramente grave – ha ricostruito il difensore – ma va adeguatamente contestualizzata, tenendo cioè conto dei fatti che l’hanno preceduta. El Koh venne colpito alla testa da un sasso per un alterco provocato da un gruppetto di connazionali, fra cui i due che poi ha accoltellato. Il mio assistito era stato, quindi, aggredito e provocato». Nell’arringa l’avvocato Beifiori ha anche ipotizzato uno spostamento dell’imputazione da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.

Prima della difesa, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado (l’ergastolo, tramutato in 30 anni di reclusione per il rito abbreviato che prevede uno sconto di pena di un terzo), mentre l’avvocato di parte civile Maurizio Colotto (in rappresentanza di Kati) ha indicato come riduttiva l’accusa di lesioni gravi per l’imputato che, invece, tentò di uccidere il connazionale 44enne. La tesi della parte civile è stata accolta, inoltre la Corte ha confermato la provvisionale di 20mila euro per il marocchino sopravvissuto a tanta ferocia. In aula a Bologna era presente solo l’imputato che sta scontando la pena in carcere a Reggio.

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