Vecchi ora cerca un direttore generale
Il sindaco costretto a ritornare sui suoi passi dalle imminenti dimissioni del segretario generale Andrea Orlando
REGGIO EMILIA. La riorganizzazione della macchina comunale avviata in questi giorni dalla giunta di Luca Vecchi con la nomina dei 14 dirigenti a tempo determinato e il conseguente demansionamento di altri sei dipendenti comunali che d’ora in poi non avranno più un ruolo di vertice nella struttura, non è che il primo passo alla ricerca di un assetto che consenta oggi al Comune - inteso appunto come macchina - di portare a compimento i progetti che fanno parte del programma di mandato.
IL NODO DELEGHE. Il difficile, poi viene adesso: ci sono infatti da assegnare deleghe ai dirigenti confermati che prima erano appannaggio di coloro che o sono andati in pensione e non sono stati rimpiazzati, oppure sono stati semplicemente tagliati da quest’ultima selezione. Poi occorrerà ridisegnare anche i ruoli di coloro che sono stati penalizzati - con il demansionamento e il conseguente taglio di stipendio - da quest’ultima manovra.
Due esempi su tutti: la mancata riconferma di David Zilioli e l’assegnazione della delega al patrimonio. Nel primo caso, si è detto, la missione dell’ingegner Zilioli, dirigente del progetto area nord, viene considerata dal punto di vista tecnico conclusa. Ma parliamo pur sempre del professionista che ha seguito passo passo la nascita del “sistema” Mediopadana, dai ponti alla stazione firmata Calatrava. Davvero in quell’ambito è tutto concluso? I parcheggi, i servizi a quello che deve diventare il principale Hub di Reggio e non solo, sono ancora molto sulla carta. Chi concluderà quest’opera? Vecchi pensa a un’assegnazione a interim, così come qualcuno dei dirigenti confermati in questi giorni dovrà sobbarcarsi ad esempio, anche la delega, non certo secondaria, al Patrimonio.
IL CERCHIO MAGICO. Invero, quella che ha innestato Vecchi con queste nomine era una manovra in gran parte imposta dalla situazione che il primo cittadino ha ereditato. E non parliamo tanto degli ultimi mesi a guida Ferrari, con l’ex assessore all’urbanistica chiamato soltanto a portare in porto senza scossoni la nave abbandonata anzitempo da Delrio. Parliamo piuttosto del “cerchio magico” che ha permesso a Delrio di guidare la macchina comunale senza mai doverla, anche solo per un attimo condurla ai box.
Un cerchio magico che guardacaso Delrio si è portato in blocco a Roma, un cerchio magico composto dall’ex assessore Mimmo Spadoni, al direttore generale Mauro Bonaretti, dal capo di gabinetto Maurizio Battini. Erano questi i punti chiave della macchina e anche il sistema di relazioni dentro il quale si muovono i corpi intermedi hanno dovuto relazionarsi con questo sistema. E lo ha fatto, garantendosi così una sorta di assicurazione sul futuro. Un futuro che invece ora viene rimesso in discussione dai tagli agli enti locali, costringendo Vecchi a fare quelle manovre - non esattamente indolori - che Delrio e il suo “cerchio magico” non avevano fatto.
Oggi quindi, il cambiamento, pur andando nella direzione della normalità, sembra più traumatico. Un esempio, peraltro non indicativo? Il ritardo con cui uscirà la pluri-annunciata ordinanza su via Veneri. Un paradosso, se si pensa alla rapidità con cui il sindaco ha reagito all’allarme lanciato dai cittadini di quella zona. Li ha incontrati, è andato di persona, di notte, per quella strada, ha individuato e segnalato alle forze dell’ordine quelli che erano i punti più critici. Poi si è confrontato con prefettura e forze dell’Ordine, si è messo al lavoro persino su importanti modifiche urbanistiche come la riapertura di viale Ramazzini (sconfessando così la scelta delle due giunte precedenti). Insomma, tutto si può dire fuorché il sindaco non sia su questo tema, come si dice sul pezzo. Eppure l’ordinanza non si vede ancora. E i ben informati dicono che sia stata ferma troppi giorni in qualche ufficio comunale, al punto da far imbestialire lo stesso Vecchi, riuscendo però così a sbloccare la situazione.
Il punto è proprio questo. Al posto del “cerchio magico” di Delrio oggi, c’è Luca Vecchi, che canta e porta la croce, o meglio fa il sindaco e il direttore generale.
IL RIPENSAMENTO. Già, anche questo è un tema, peraltro imposto dagli eventi: dal primo gennaio infatti, Andrea Orlando lascerà il suo ruolo di segretario generale del Comune per andare a ricoprire un incarico simile nell’Unione dei comuni della Bassa modenese.
Dalla partenza di Bonaretti, Orlando ricopriva anche il ruolo di direttore generale del Comune. E se questa del direttore generale era una delle caselle che Vecchi sembrava determinato a lasciare scoperto, ora - anche alla luce dello scenario che si apre con le dimissioni di Orlando - il sindaco sembra abbia cambiato idea, non escludendo più di dover ricorrere a questa figura, magari facendola ancora coincidere con quella del segretario generale. Figura, quest’ultima, che il governo Renzi punta a cancellare.
massimosesena
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