Caos Provincia, il governo dimezza i dipendenti
L'emendamento taglia il personale: via 185 persone dal primo gennaio 2015. In 120 andranno in Regione e in 35 in pensione. Per gli altri l'ipotesi è la mobilità
REGGIO EMILIA. La scure del governo si è abbattuta sulla testa dei dipendenti della Provincia di Reggio. L’esecutivo ha presentato un emendamento che introduce il taglio del 50 per cento dei dipendenti degli enti già sottoposti agli effetti della riforma generale, che ha eliminato la rappresentanza politica.
Dei 370 lavoratori alle dipendenze del neo presidente Giammaria Manghi ne resteranno la metà: gli altri 185 sono considerati esuberi. Proprio ieri doveva esserci un incontro tra la Provincia e i sindacati, spostato a giovedì prossimo in attesa di chiarimenti anche da parte della Regione: l’incontro con il presidente Stefano Bonaccini è fissato per domani . Il provvedimento sta facendo infuriare il personale anche perché il taglio sarà effettivo già a partire dal primo gennaio. Un’accelerazione che grida vendetta, secondo i sindacati, pronti alle barricate.
CHI SI SALVA. Manghi presenterà l’effetto dei tagli ai sindacalisti. Una prima proiezione prevede un “paracadute” per circa 120 lavoratori. Cinquanta provengono dal centro per l’impiego di Reggio e dovrebbero essere assorbiti dall’agenzia regionale o da quella nazionale. Resteranno in forze a Reggio ma gli stipendi saranno pagati tramite un fondo già accantonato in Regione. Poi ci sono altre 70 persone circa che lavorano nei settori con delega, come agricoltura e formazione. Anche questi dovrebbero cambiare datore di lavoro passando in Regione. Per la Provincia si tratta di un avvicendamento a costo zero, salvo perdere i finanziamenti relativi a quelle deleghe.
CHI RISCHIA. La situazione si complicherebbe alquanto per i restanti 65 impiegati legati ad altri uffici. Il governo vorrebbe attivare i pensionamenti anticipati - a Reggio varrebbero per 35 persone - facendo perno sulla legge pre Fornero, che consentirebbe l’utilizzo di incentivi all’esodo. È anche vero, però, che la riforma avviata dal ministro Madia ha introdotto la messa in mobilità della durata di due anni per i dipendenti pubblici e la possibilità poi di licenziarli.
IL PROGETTO. L’alleggerimento delle sue funzioni non è semplice. Gli ex dipendenti della Provincia che non rientrano più nella pianta organica saranno destinati ad altri enti, come i comuni. Impossibile pensare che i 45 sindaci reggiani possano fare posto a 185 persone. Così come la Regione, che conta 2.700 dipendenti e che dovrà affrontare 2mila esuberi nelle 9 province dell’Emilia-Romagna. «I lavoratori sono molto preoccupati - dice Salvatore Coda della Fp Cgil - Il governo ha varato il taglio per riprendere credibilità su una riforma nata malissimo. Noi, però, non resteremo a guardare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
