Cauzioni e acconti, nuova stangata Iren
Acqua, spunta in fattura il deposito per servizi già erogati. Trisolini (Federconsumatori): «La società poteva bloccarli»
REGGIO EMILIA. Non ci sono soltanto la Tasi e l'Imu, che si devono pagare entro oggi. Contribuiscono a spolpare la tredicesima anche le bollette di Iren, che vengono recapitate puntualmente in questi giorni. Quelle dell'acqua un tempo passavano inosservate. Poi hanno incominciato a destare preoccupazione. Oggi fanno sobbalzare.
Controllandole si scopre con sommo stupore che, oltre all'aumento della tariffa (da 0,78 a 0,83 euro al metro cubo), prevedono un deposito cauzionale di 50 euro da pagare per metà con questa fattura e per il resto con la prossima, nel mese di maggio. Un cittadino, Edmondo Gozzi, si fa interprete della generale indignazione: «Si può pretendere un deposito cauzionale su contratti in essere da anni? Si tratta di un illecito o della solita vessazione? Non sarà che le cauzioni servono a pagare i superstipendi e le liquidazioni agli efficienti manager di Iren che dopo un anno e mezzo vengono licenziati per poi rimanere consulenti come consulenti a 400mila euro all'anno?».
Iren si difende sostendendo che il deposito cauzionale è stato deciso per tutta l'Italia dall'Autorità per il gas e l'energia. «Non è vero - ribatte Giovanni Trisolini, segretario provinciale di Federconsumatori - che fosse un obbligo. L'Autorità ha solo consentito alle aziende di richiedere la cauzione. Noi ci siamo opposti fin dall’inizio del 2014. Quindi Iren ha rinviato la decisione e ha mandato un preavviso con la bolletta di settembre. La maggior parte degli utenti, tuttavia, non ha letto la comunicazione. Quindi in questi giorni tanti si rivolgono a noi per protestare. La cauzione è una pretesa ingiustificata».
L'unica maniera di evitare il balzello è la domiciliazione. Il deposito, infatti, non è richiesto a chi affida alla banca il pagamento delle fatture. Quindi chi ora è costretto a versare il deposito già fatturato ne potrà ottenere la restituzione firmando la delega alla banca prima della prossima scadenza. «Anche questa - obietta Trisolini - è un'ingiustizia, che colpisce gli utenti che preferiscono controllare e pagare di persona le bollette».
In quanto al gas, la sorpresa più spiacevole è la fatturazione in acconto, che viene calcolata sulla base dei consumi trascorsi. Poichè l'ultimo inverno è stato particolarmente mite, Iren commisura gli acconti non alla sola stagione precedente, come avveniva in passato, ma alla media degli ultimi tre anni, che è sensibilmente più alta. «Così - si giustifica Iren - eviteremo di scioccare i cittadini con fatture di saldo particolarmente salate».
Infine Gozzi denuncia che il consumo reale di gas a Reggio viene aumentato moltiplicandolo per il coefficiente 1,038. Questa, però, non è una novità. «Dipende - spiega Iren - dalla pressione, e, quindi, dalla resa. In montagna, dove è più bassa, il consumo reale viene ridotto moltiplicandolo per 0,9».
Tutte novità che non fanno altre che aumentare il dibattito tra consumatori sempre più “in bolletta” e la multiutility al centro di continue polemiche legate anche alla gestione di compensi e politiche sul territorio.
Luciano Salsi
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