Furti di cavi e rubinetti, arrestati
Cadelbosco Sopra: tre persone sorprese dai carabinieri in un’azienda dismessa
CADELBOSCO SOPRA. Sono stati arrestati in flagranza di reato per concorso in furto aggravato, muniti di tutto il necessario per forzare gli ingressi e smontare le parti degli impianti idraulici ed elettrici. Si tratta del 18enne campano Vincenzo Casertano e di Domenico Ruggiero e Antonio Chiriaco, rispettivamente di 51 e 62anni, tutti residenti a Reggio e senza occupazione, e che ora si trovano nel carcere cittadino, a disposizione della procura.
La vicenda che li ha visti protagonisti si svolge a Cadelbosco Sopra, all’interno di un’azienda dismessa e di recente acquistata all’asta da un imprenditore. E' stato proprio il nuovo proprietario ad accorgersi dei forti ammanchi, e per questa ragione ha allertato i carabinieri cadelboschesi, che si sono subito attivati per effettuare dei controlli nel capannone. I militari, nella mattinata di domenica, sono entrati nell’area attraverso un’apertura ricavata lungo la recinzione perimetrale e, giunti nel cortile dell’azienda, hanno notato la presenza di tre persone, che alla vista dei carabinieri hanno tentato la fuga. Ma, all’intimazione dei militari di fermarsi, hanno desistito nelle loro intenzioni. Uno dei tre, in particolare, era in possesso di uno zaino contenente vari attrezzi per il taglio e lo smontaggio di impianti idraulici ed elettrici.
Nello specifico, i tre avevano forzato e aperto una finestra posizionando al di sotto un bancale per consentire un facile ingresso e, nelle vicinanze del bancale, tenevano un trolley con all’interno vari attrezzi (chiavi inglesi, taglierini, cacciaviti, chiavi fisse, coltelli, fiamma ossidrica per il taglio e lo smontaggio di parti in metallo e altri arnesi da scasso).
A dimostrazione delle loro intenzioni, avevano inoltre adagiato in prossimità della via di fuga creata mediante il taglio della rete di recinzione, due grossi collettori di metallo smontati da un boiler e parcheggiato nella zona retrostante due auto: una Ford Focus con i sedili ribaltati in modo da aumentare le capacità di carico e una Fiat Punto con all’interno vari rottami di auto.
I carabinieri hanno poi constatato che all’interno dei circa 40 uffici dell’edificio – distribuiti su tre piani – gli impianti elettrici erano danneggiati a causa dell’asportazione dei fili, e che i bagni erano privi di rubinetti e termosifoni. Ora cercheranno di accertare se i tre sono responsabili anche di tutti gli altri ammanchi registrati all’interno dell’azienda. (a.v.)
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