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Iren, ricorso della Cgil per comportamento antisindacale

Iren, ricorso della Cgil per comportamento antisindacale

I sindacalisti oggi ascoltati dal giudice del lavoro. E dalla federazione regionale parte il pressing verso la multiutility: "I soci emiliani devono contare di più"

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REGGIO EMILIA. In diversi territori le richieste di incontro con Iren sono state disattese dall'azienda. per questo la Cgil di Reggio Emilia, insieme a Cisl e Uil trasporti regionali,  ha presentato in tribunale un ricorso per comportamento antisindacale dell'azienda ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. La notizia emerge dalla conferenza stampa organizzata oggi nella sede della Cgil reggiana dalle Federazioni di Reggio, Parma, Piacenza e da quella regionale. Il ricorso sarebbe stato presentato circa un mese fa. Due le udienze nel tribunale di Reggio Emilia, nell'ultima delle quali, oggi, si è cercata la via della mediazione.

Dai sindacati rivendicano mancate comunicazioni aziendali ai dipendenti del settore igiene ambientale. Venerdì, a Piacenza, è in programma un nuovo incontro tra organizzazioni sindacale e azienda. 

Durante la conferenza stampa, intanto dal sindacato è stata chiesta più autonomia dei territori di Reggio, Parma, Piacenza all'interno «dell'assemblaggio di realtà industriali differenti» di Iren. Un ruolo dunque più propositivo della parte emiliana della multiutility che, pur all'interno del contesto di holding dell'azienda, si riservi ampi margini decisionali sull'erogazione dei servizi, e sul confronto con la Regione e persino con Hera. E' questa la proposta lanciata dalla Cgil regionale che, insieme alle federazioni dei tre territori, chiede un confronto «aperto e trasparente» con i sindaci e i presidenti delle Province di riferimento, richiamando un assetto molto simile alla realtà della vecchia Enia.

IL COMUNICATO DELLA CGIL SU IREN

«Pensiamo che sia necessario, pur permanendo una realtà di holding come quella di Iren, avere una più spiccata autonomia della parte emiliana, per poter avere una più diretta responsabilità nella qualità dell'erogazione dei servizi pubblici in questi territori», afferma Cesare Melloni della segreteria regionale Cgil, sottolineando inoltre come «l'originalità della componente emiliana sta proprio nell'integrazione dei cicli, e nel rapporto con il territorio».

L'esponente sindacale evidenzia poi come «i servizi pubblici essenziali sono soggetti alle linee di programmazione della Regione», e dunque è necessario «che i soggetti gestori si predispongano al meglio per ricevere queste indicazioni. noi riteniamo indispensabile che i territori, attraverso un'autonomia che non è separatezza da Iren, ma libertà industriale, si mettano in condizione di svolgere, magari insieme all'altro grande gestore che è Hera, una vera e propria alleanza industriale per corrispondere al meglio a queste linee di programmazione».

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Sono infatti ancora tutte aperte, viene ricordato, le partite del Piano regionale dei rifiuti, del piano direttore dell'acqua e di quello energetico regionale. La proposta del sindacato prende le mosse da una serie di elementi che negli ultimi mesi si sono addensati su Iren, a cominciare dalla «scandalosa» buonuscita dell'amministratore Nicola De Sanctis. Ma anche dalla cessione di quote di proprietà da un numero crescente di Comuni (incentivata peraltro dalla legge di stabilità che svincola i ricavi dal Patto di stabilità), dalla decisione di Reggio e Piacenza di scorporare il ciclo idrico, e dalle condizioni di lavoro costantemente peggiorate nella multiutility con il ricorso, in particolare nel settore ambientale, alle esternalizzazioni (che coprono circa il 70% dei servizi).

Di fronte a questa «deriva» e «prima che avvenga la privatizzazione e lo sradicamento dei servizi dal territorio», la Cgil richiama quindi gli amministratori emiliani ad un «soprassalto di responsabilità». Infine, sostiene ancora l'organizzazione sindacale, con maggiore potere decisionale, i Comuni, e soprattutto le Unioni dei Comuni (che secondo la riforma delrio andranno a formare le aree vaste), potranno indirizzare l'azienda in settori nuovi e diversificati come «lo smaltimento dell'amianto - servizio ad oggi non presente nella realtà reggiana - la riqualificazione energetica, e la prevenzione dal dissesto idrogeologico».

Insomma, conclude la Cgil, «Iren sta cambiando natura, ma per noi ci sono tutte le condizioni per produrre un'occupazione buona e di qualità, e su questo vogliamo confrontarci». La palla, a questo punto, passa quindi in mano a sindaci e amministratori.

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