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L’acquedotto pubblico “a rischio”

L’acquedotto pubblico “a rischio”

Toano: per il decreto Sblocca Italia non ha “dimensione territoriale adeguata”, allarme dei sindacati

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TOANO. Ci sono diversi punti interrogativi da dipanare sul futuro dell’Ast di Toano, la società comunale che gestisce l’acquedotto pubblico, l’unico in provincia non assoggettato ad una multi utility ma gestito invece direttamente, un patrimonio anche storico della comunità. Il decreto Sblocca Italia prevede infatti “la dimensione territoriale provinciale” per l’affidamento delle gestioni idriche integrate. Ciò metterebbe a rischio una delle perle d’Appennino: la gestione comunale che qui ha sempre funzionato bene. A denunciare i rischi, già paventati alcuni giorni fa dal sindaco Vincenzo Volpi, sono ora i sindacalisti dell’area montana Luca Ferri (Cisl), Silvia Dalla Porta (Cgil), Giovanni Riatti (Uil).

«Si tratta di uno degli esempi in regione di gestione puntuale e diretta delle acque _affermano in una nota congiunta – Un modello che in origine era caro ai reggiani che, adesso, guardano con ammirazione e nostalgia. Ora, con la recente approvazione del cosiddetto decreto “Sblocca Italia” viene stabilita “la dimensione territoriale provinciale” per l’affidamento delle gestioni idriche integrate. Sulla base di tale norma il Comune di Toano rischia di perdere la gestione dello storico acquedotto che attualmente svolge attraverso Ast srl Unipersonale (Azienda Servizi Toano)».

Ast è una società controllata al 100% dal Comune di Toano che gestisce il servizio idrico integrato sia nell’intero terrirorio comunale che nella frazione Lusignana di Villa Minozzo.

Svolge una gamma piuttosto ampia di servizi agli utenti: servizio acquedotto, servizio fognatura e servizio depurazione. Attualmente la società occupa 5 dipendenti più il legale rappresentante. «L’acqua, fonte di vita e conquista tanto agognata trova la sua affermazione massima con l’avvento del ‘grande acquedotto’ – scrive il giornalista Paolo Lazzaro Capanni, nel volume ‘Viaggio nell’acqua’, scritto nel 2013 per il cinquantesimo anniversario della costituzione dell’acquedotto comunale – che dagli anni sessanta del ventesimo secolo contribuirà a migliorare notevolmente il benessere sociale ed economico degli abitanti dei borghi toanesi. Le vicende del preziosissimo servizio idrico si dirama nei decenni, tra tanti successi, molti sacrifici e qualche ostacolo, fino a sfociare con forza negli anni duemila, in cui la decisione di questo paese di montagna di proseguire nella gestione autonoma della propria rete idrica si rivelerà una scelta vincente e, sotto diversi aspetti, ammirata e invidiata».

«Le professionalità dei lavoratori – conclude invece la nota dei sindacati – ma anche e soprattutto la conoscenza dettagliata e capillare del territorio, rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la comunità che va conservato e possibilmente incrementato nel tempo. Essendo oltretutto un’azienda che mostra una situazione economico-finanziaria positiva, Cgil, Cisl e Uil della montagna si adopereranno affinché Ast continui ad essere un punto di riferimento per tutta l’area del toanese e non solo, in coerenza con l’evoluzione del servizio idrico in provincia di Reggio». (l.t.)

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