Gazzetta di Reggio

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REGGIO EMILIA

Al mattino lo processano, la notte ruba in chiesa

Tiziano Soresina
Al mattino lo processano, la notte ruba in chiesa

Un 34enne in poche ore è passato da un’aula di tribunale a un nuovo tentativo di furto

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REGGIO EMILIA La scure della giustizia vissuta come un optional. In poche ore è passato, come niente fosse, da un’aula di tribunale – in cui in mattinata è cominciato nei suoi confronti un processo nientemeno che per tentato omicidio – alla chiesa di san Luigi Gonzaga (in via Torricelli) dove nella notte, con un complice, ha tentato di rubare delle cibarie.

E’ accaduto martedì e chi non sembra proprio preoccuparsi per le conseguenze giudiziarie di quello che fa è il rumeno 34enne Dorel Dinescu. Uscito di cella in luglio per l’accoltellamento all’hotel City di via Roma (con un coccio di vetro avrebbe colpito alla gola un connazionale), il 34enne (difeso dal legale Federico Bertani) ha affrontato martedì mattina la prima udienza relativa a questa vicenda. Il processo non si è concluso (si tornerà in aula il 3 marzo), ma poche ore dopo Dinescu si è rimesso nuovamente nei guai all’interno di una parrocchia. E’ stato don Gabriele Valli, ieri intorno alle 4, a sentire degli strani rumori provenire seminterrato della struttura religiosa ed ha chiamato il 113. Sul posto sono piombate due volanti. Gli agenti che hanno raggiunto la porta posteriore dell’edificio hanno subito bloccato il tunisino 37enne Moncef Abidi che indossava guanti di gomma per non lasciare tracce: ha cercato inutilmente di divincolarsi.

Gli altri poliziotti, perlustrando il seminterrato, hanno invece trovato – nascosto in un magazzino, dietro a dei mobili accatastati – il rumeno 34enne. Come ricostruito dalla polizia, erano state forzate alcune porte e la macchinetta erogatrice di bevande, inoltre in una scatola trovata all’uscita erano già stati messi degli alimenti sottratti, in canonica, da un freezer. E ieri mattina Dinescu (assistito dall’avvocatessa Marta Verona) è ritornato in tribunale, insieme al suo complice (difeso dall’avvocatessa Federica Ghesini). Entrambi hanno confessato, rimarcando d’aver agito per fame. Insomma, un tentato furto dettato dalla disperazione. Il giudice Andrea Rat non li ha tenuti in cella, disponendo il divieto di dimora a Reggio. Saranno processati il 22 gennaio.

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