Due studenti su dieci vittime di bullismo
E’ uno dei risultati del questionario distribuito alla Media Galilei che anche quest’anno ha celebrato la giornata di mobilitazione
REGGIO EMILIA. «Durante le scuole medie ed elementari, questo è il momento buono per creare fra voi un terreno fertile sopra il quale impiantare i semi della cultura della legalità. È in questo momento della crescita che i giovani devono imparare il rispetto di chi sta loro accanto». Così ieri Cesare Capocasa, vicequestore di Reggio, ha salutato le classi terze della scuola media "Galilei" di Massenzatico durante la giornata "Stendiamo in bullismo", «Una iniziativa esemplare e proficua come ogni anno», ha sottolineato. In Italia, secondo i dati forniti da Telefono Azzurro, il 79% degli atti di bullismo avviene infatti a scuola. Il 25% degli studenti è vittima di bullismo e cyber-bullismo. Inoltre, il 51% dei ragazzi ha assistito a questo tipo di episodi. Comportamenti violenti, le cui forme più comuni sono: soprannomi spiacevoli (60%), derisione per l'aspetto fisico (46%) ed esclusione dal gruppo (46%).
Per il nono anno di seguito, dunque, gli studenti della scuola, coordinati dal preside Giorgio Cangiano, hanno elaborato una loro personale interpretazione del fenomeno "bullismo", sentito anche in una piccola realtà come quella di Massenzatico: un albero di Natale, quest'anno, in cui al posto delle classiche palline sono state collocate riflessioni degli studenti su violenza e bullismo e, questo è da segnalare, nel 2014 lo sforzo di discussione è stato ancora maggiore dato che proprio ieri sono stati presentati i risultati di un questionario anonimo, distribuito fra gli scolari, in cui si poteva raccontare la propria, eventuale, esperienza coi bulli. I dati sono certo incoraggianti e nettamente più rassicuranti rispetto alla media nazionale ma qualcosa raccontano, ovvero come i fenomeni di violenza a scuola possano verificarsi anche nelle piccole realtà di provincia.
Un 15% degli alunni dell'Istituto comprensivo Galilei ha infatti vissuto sulla propria pelle esperienze del genere; solo il 50% però è riuscito a raccontarlo a qualcuno. Il questionario anonimo ha anche permesso una specie di autodenuncia: il 10% degli alunni ha detto infatti che almeno una volta è stato dalla parte del bullo; il 42% ha dichiarato di essere a conoscenza di episodi di bullismo avvenuti in altre scuole.
Proprio quel dato, quel 50% che non è riuscito a denunciare l'episodio subito, è quello che fa riflettere: "A Massenzatico" ha spiegato il prof. Cangiano, "è da tempo attivo un Osservatorio permanente con lo scopo di tenere sotto controllo il fenomeno. È attivo poi uno sportello di ascolto qui a scuola, per raccogliere nel modo più veloce possibile, ogni sintomo di malessere dei ragazzi. Essere vittima di tali fenomeni può portare, dicono prestigiose ricerche scientifiche, a sensi di colpa, scarsa autostima, fobie, senso di rassegnazione e disturbi comportamentali. Non possiamo permetterci di sottovalutare la cosa".
"Il bullismo ha caratteristiche peculiari", ha spiegato Capocasa, "intenzionalità, sistematicità, asimmetria di potere fra le parti coinvolte. Il bullismo non è "uno", ma può essere multiforme e cioè diretto, verbale, indiretto ma ora anche "cyber", cioè sviluppato tramite social network, email, sms. Un fenomeno di dimensioni sempre più vaste a livello italiano che è indicativo del tempo che viviamo».
Andrea Montanari
montanarovic
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