Il consiglio discute lo scioglimento della “Matilde Spa”
SAN POLO. Sarà discussa stasera, in consiglio comunale a San Polo, e domani, in consiglio provinciale a palazzo Allende, lo scioglimento anticipato della società partecipata “Matilde di Canossa Srl”....
SAN POLO. Sarà discussa stasera, in consiglio comunale a San Polo, e domani, in consiglio provinciale a palazzo Allende, lo scioglimento anticipato della società partecipata “Matilde di Canossa Srl”. Poteva essere un sogno quello che, alla fine degli anni Novanta, proponeva di restaurare l’antico convento francescano di Montefalcone ma, nonostante i finanziamenti ricevuti, i lavori non sono mai stati conclusi. All’origine della vicenda di Montefalcone c’è l’accordo tra la Provincia e la proprietà dell’antica struttura, facente capo a fine anni Novanta alla Iniziativa Immobiliare Srl.
«Nel 2001 – ricostruisce la sotira Giuseppe Pagliani di Forza Italia – il primo contratto preliminare di compravendita prevedeva che il 57% di Montefalcone fosse venduto a Matilde Spa. Iniziativa Immobiliare si impegnava a procedere all’intervento di consolidamento e restauro. Ma qualcosa non funziona: i tempi di restauro si protraggono, Iniziativa Immobiliare non mette i soldi e si dice disponibile a vendere la parte che le era rimasta alla Provincia. A questo punto la Provincia si trova di fronte a un bivio: acquisire Montefalcone alle condizioni poste da Iniziativa Immobiliare, o rifiutarsi e lanciare una nuova gara d’appalto. Nel 2006, quindi, viene perfezionato il passaggio di proprietà pubblica, e Matilde Spa può annunciare che il convento è suo. Da allora, però, l’edificio non è ancora stato aperto al pubblico».
Servono almeno altri 5 milioni di euro, ma non ci sono. Ora tutto salta, la società verrà messa in liquidazione.
Anche i consiglieri del gruppo “San Polo bene comune” commentano: «A poco più di un anno di distanza dall’approvazione del riassetto societario della Matilde spa, ci troviamo all’ordine del giorno del consiglio la proposta di scioglimento della società e sentiamo notizie che parlano del crac delle società matildiche e dei lauti compensi che i consulenti che si sono occupati delle operazioni di scissione societaria avrebbero percepito, con il benestare della Provincia e del sindaco di San Polo. Saranno contenti quelli che hanno fatto di tutto per evitare un fruttuoso coinvolgimento di soggetti privati».
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