Regione, alla Sanità riprende quota l’ipotesi Nicolini
Il direttore generale Ausl fra i possibili successori di Lusenti ma la sua nomina potrebbe costare il posto a Roberta Mori
REGGIO EMILIA. L’asse della Sanità regionale potrebbe tornare a ruotare di nuovo intorno a Reggio Emilia, riaprendo così la strada a un rebus di nomi che – di fatto – scombinerebbe le carte in tavola del neogovernatore, Stefano Bonaccini, per la formazione della giunta. Nonostante da Bologna continui il pressing per assicurarsi le chiavi dell’assessorato regionale alla Sanità, torna infatti a farsi largo l’ipotesi che il successore di Carlo Lusenti possa essere un reggiano: si tratta del 56enne Fausto Nicolini, pediatra e direttore dell’Ausl, che avrebbe le caratteristiche ricercate dallo stesso Bonaccini per guidare la sanità regionale. Nelle intenzioni del neopresidente della Regione, infatti, il nuovo assessore dovrà essere un tecnico che abbia anche un profilo politico: caratteristiche necessarie per prendere sin da subito decisioni difficili, alle prese con un bilancio “lacrime e sangue” a causa delle riduzioni dei trasferimenti, su cui si innesta inoltre anche la partita per la nomina di un numero considerevole di direttori generali, presto in scadenza. Un profilo che sembra tagliato su misura per l’assessore uscente Lusenti, già segretario nazionale Anaao, la cui riconferma tuttavia avrebbe incontrato resistenze e ostilità all’interno dello stesso Pd, in particolare da parte dei balzaniani.
Ed è per questo motivo che, tramontata l’ipotesi di assegnare la delega al segretario Pd di Bologna, Raffaele Donini, Bonaccini avrebbe ora spostato l’asse della sua ricerca nell’ambito dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere. Una folta pattuglia che vede schierati non solo il reggiano Nicolini, ma anche l’attuale direttore regionale dell’assessorato, Tiziano Carradori, il primario di cardiologia al Maggiore di Bologna, Giuseppe De Pasquale, il prorettore dell’Alma mater, Gianluca Fiorentini, il direttore generale del Sant’Orsola, Sergio Venturi e Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell’Ausl bolognese.
Ed è questa sponda tra Bologna e Reggio che potrebbe cambiare definitivamente le carte in tavola all’interno del nuovo esecutivo. Dal Pd reggiano, più che la richiesta di nomi e deleghe, è stata avanzata al neogovernatore una particolare attenzione a tre temi:non solo Sanità, ma anche Infrastrutture e Agricoltura. Finora, nel toto-giunta, i nomi più accreditati fra i reggiani sono stati però quelli di Roberta Mori, con la delega alle Pari Opportunità, e di Andrea Rossi nel ruolo sottosegretario, con il direttore generale dell’Aster, consorzio regionale per la Ricerca e il trasferimento tecnologico, Paolo Bonaretti, per il quale si è vociferato di una delega allo Sviluppo economico. Con Nicolini, quattro reggiani “papabili” su una giunta di dieci componenti: un numero troppo elevato, che costringerà Bonaccini a fare delle scelte. Soprattutto di fronte alle richieste di quanti preferiscono avere nell’esecutivo un reggiano con una delega di peso, sacrificando in questo caso Roberta Mori, il cui nome era dato tuttavia in pole sin da subito, in virtù del rispetto delle quote rosa. Nodi che verranno sciolti entro sabato, quando Bonaccini dovrebbe finalmente presentare la sua squadra in vista dell’insediamento del nuovo consiglio regionale, il 29 dicembre.
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