Bebbio si fa in tre per il grande ritorno del presepe vivente
Carpineti: tre sere dedicate alla Natività nel borgo del Monte Dal 25 al 27 rappresentazioni, buon cibo e vecchi mestieri
CARPINETI. Tre giorni dedicati alla natività, con il presepe vivente, animali, rievocazioni degli antichi mestieri e la mobilitazione di un’intera comunità.
Andranno in scena da giovedì 25 dicembre a sabato 27 dicembre a Bebbio, dove nel 2014 torna il Presepe Vivente, uno dei più conosciuti e frequentati della montagna. È un appuntamento organizzato dall’associazione Amici del Presepe e dall’unità pastorale delle parrocchie di Bebbio-Valestra-Casteldaldo-Colombaia-Santa Caterina-San Pietro.
Negli anni passati ha vissuto una cadenza “strana” a causa del terremoto del 2008, che aveva reso inagibile la chiesa di Bebbio. Nel 2011 l’evento è stato recuperato con un’altra sede, più bella e suggestiva, il borgo del Monte di Bebbio, a poche centinaia di metri di distanza. Con un doppio scopo, quello comunitario e raccogliere fondi per risistemare proprio la chiesa parrocchiale.
Il paesino si è completamente messo a disposizione, grazie alla gentilezza e alla disponibilità di tutti gli abitanti della zona, che hanno deciso di partecipare con i loro spazi e in molti casi con attrezzi, costumi e come attori, allargando la “base sociale”. Un’ambientazione priva del luogo di culto ma ancora più suggestiva, con ville e case restaurate che hanno permesso di creare un percorso lungo e articolato con parecchie scene sino a raggiungere la natività.
C’è un Gesù Bambino piangente e un simpaticissimo coro di angioletti, realizzato dentro una delle stalle della zona più antica della borgata. Tutte e tre le serate del 25, 26 e 27 dicembre seguiranno lo stesso programma, con l’avvio delle rappresentazioni attorno alle 20 nel borgo del Monte, con le varie aie e i cortili a ospitare le scene della Natività ma non solo: ampio spazio, come sempre a Bebbio, verrà dato alle tradizioni della civiltà contadina locale, con costumi, attrezzi e rappresentazioni.
Per scaldarsi ci saranno punti ristoro con torte, dolci e vin brulé bollente. Per accogliere al meglio i visitatori sono stati organizzati diversi spazi per il parcheggio a poca distanza.
È il frutto di un lavoro complessivo che, nato come iniziativa dell’unità pastorale per i bambini della zona, ha ottenuto sempre più successo, sino ad arrivare alla creazione di un’associazione apposita. E alla partecipazione di un piccolo esercito di partecipanti.
A parte gli abitanti della zona, vi sono tantissime persone originarie dell’Appennino ma oggi residenti altrove, che tornano a casa per il presepe, e man mano hanno portato altri rinforzi, che sono diventati dei fedelissimi. Pure il volontariato della montagna partecipa attivamente, collaborando per la gestione della logistica e dei parcheggi, un tema non da poco visto l’afflusso notevole di visitatori. Per informazioni, www.presepevivente.org.
Adriano Arati
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