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Cir Food a Expo 2015: un affare da 25 milioni

Cir Food a Expo 2015: un affare da 25 milioni

A tanto ammonta l'appalto per la gestione di tutte le mense all'interno dei padiglioni di Rho

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MILANO. E' il Commissario Unico delegato dal governo per Expo 2015, Giuseppe Sala, ad aver presentato a Milano l'affidamento dei servizi di ristorazione per l'Esposizione Universale a Cir food, l'azienda nata nel 1992 dalla fusione delle cooperative di Reggio Emilia.

All'evento erano presenti anche il presidente di Cir Food Chiara Nasi, il direttore generale della Division Event & Entertainment di Expo 2015 Spa Piero Galli e il direttore commerciale e marketing di Cir Food Giuliano Gallini.

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L'azienda reggiana si occuperà di 20 locali tra bar, ristoranti e quick service offrendo ai 24milioni di visitatori attesi l'esperienza diretta - si legge nel comunicato - del cibo, parte integrante del tema dell'esposizione universale "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Si tratta di una concessione del valore di 25 milioni di euro di incassi, quelli previsti nei sei mesi della manifestazione. Saranno circa 400 i lavoratori impiegati, metà saranno nuove assunzioni da fare anche sulla piazza di Milano.

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Sono quattro i nuovi format studiati da Cir Food per Expo 2015: "Tracce - Alla scoperta dei sapori" per il ristorante free flow; "Viavai" e "Let's Toast" per i quick service restaurant e "Chiccotosto" per la caffetteria e snack. I 17 locali saranno presenti in sette "Architetture di servizio", gli edifici in legno di grandi dimensioni dislocati lungo il Decumano, la via principale che unisce simbolicamente il luogo di consumo di cobo - la città - e quello di produzione - la campagna.

All’incontro, organizzato all’Expo Gate, hanno preso parte anche Piero Galli, direttore della divisione Event & Entretainment di Expo che ha spiegato come Cir food dovrà fornire anche personale, cucine e attrezzature. Ben 17 locali troveranno spazio in 7 Architetture di Servizi, i grandi edifici in legno collocati lungo il Decumano, e altri 3 nella Cascina Triulza.

«La gestione della ristorazione con i requisiti richiesti comporterà un costo di circa 25 milioni di euro - ha spiegato Sala - e Expo 2015 Spa contribuirà alle spese, in compartecipazione con Cir, per circa 7 milioni di euro».

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La società di gestione, che nelle precedenti fare, entrambe andate deserte, puntava a dare un contributo inferiore, conta tuttavia «di andare a pareggio», ha aggiunto Sala mentre Cir «ipotizzando uno scontrino medio di 8 euro - ha spiegato Sala - conta di avere un utile». Secondo le stime sono circa 25 milioni i pasti che verranno preparati e consumati dagli oltre 20 milioni di visitatori che arriveranno all’Expo. Nel complesso Cir conta di coprire circa il 25% dell’offerta, con circa 7 mila pasti, grazie ad uno staff di 400 persone. L’offerta per i visitatori, però, resta molto ampia e la concorrenza sarà forte.

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Altra storia invece per il gestito da padiglione di Eataly, i chioschi per lo street food (la gara si chiuderà nei prossimi giorni), i ristoranti nei diversi padiglioni è quello all’interno di Padiglione Italia, solo per citarne alcuni. Un dato che non è sfuggito alla presidente di Cir food Chiara Nasi che tuttavia ha spiegato che ad Expo la sua azienda non farà solo «quello che ogni giorno proponiamo, ovvero divulgare una cultura della ristorazione sana ed equilibrata, ma presenteremo 4 nuove offerte che con originalità coniughino tradizione e innovazione».

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Il commissario unico di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa ha parlato delle inchieste sugli appalti. «In termini di gare su servizi, le abbiamo quasi completate», ha aggiunto Sala, che domani terrà una conferenza stampa per chiarire «dove siamo avanti e dove indietro». Per quanto riguarda i controlli sugli appalti, «dall'arrivo di Cantone in poi credo che sia stato fatto molto» e «che la situazione sia migliorata» ha affermato il manager. Sui posti di lavoro creati dall'evento, «posso dire che oggi sul cantiere abbiamo 2800 persone, che saliranno a circa 3500 in gennaio» ha evidenziato il manager, che però non si sbilancia sull'indotto. «Penso che non sia nelle nostre capacità e doveri misurare l'indotto» tuttavia, ha precisato, «sentiamo che c'è una tendenza positiva»

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