Grande Aracri, dopo Natale l’esito del ricorso in Appello
BOLOGNA. Un’ora di discussione, davanti alla Corte d’appello di Bologna, ma ieri la decisione non è arrivata sulla sorveglianza speciale alla quale è sottoposto da oltre un anno Francesco Grande...
BOLOGNA. Un’ora di discussione, davanti alla Corte d’appello di Bologna, ma ieri la decisione non è arrivata sulla sorveglianza speciale alla quale è sottoposto da oltre un anno Francesco Grande Aracri.
La Corte si è riservata e si dovrebbe pronunciare dopo Natale. In aula il procuratore generale Attilio Dardani ha chiesto la conferma della misura restrittiva, rifacendosi a quanto decretato dai giudici di Reggio Emilia che Grande Aracri (ritenuto appartenente alla cosca capeggiata dal fratello Nicolino Grande Aracri), nonostante la condanna per mafia (3 anni e 6 mesi di carcere, nel processo Edilpiovra) non avrebbe mai smesso di fare da "reggente" del clan e soprattutto non ha mai tralasciato nemmeno quand'era in cella di seguire i propri affari.
Mentre l’avvocato difensore Alessandro Sivelli ha contestato la misura restrittiva, in quanto non sarebbe provata – come prevede la legge – l’attuale pericolosità di Grande Aracri. «Sono trascorsi 12 anni, ha espiato la pena – dice il legale – inoltre, una volta revocatogli la libertà vigilata, è stato intercettato e pedinato, ma con l’esito che poi l’indagine è stata archiviata. La sorveglianza speciale non regge».
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