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l’incontro al «pascal»

Le mafie «spiegate» agli studenti

Le mafie «spiegate» agli studenti

L’iniziativa di Libera per diffondere la cultura della legalità

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Cultura della legalità significa essere onesti, non scendere a compromessi, non accettare scorciatoie. E sapere, ovvero tenersi informati.

Sono alcune indicazioni scaturite ieri mattina dall’incontro organizzato dalla Fondazione Libera (presidente dell’Associazione è don Luigi Ciotti) all’Istituto superiore Pascal, incontro tra alcune decine di studenti delle classi quarte e quinte con Santo Della Volpe, giornalista di RaiTre e presidente della Fondazione assieme al direttore della Gazzetta Paolo Cagnan, Luca Ponzi della Rai e Sabrina Pignedoli del Resto del Carlino.

Si è parlato delle’infiltrazioni mafiose a Reggio Emilia, del caso Brescello (con la proiezione della videoinchiesta di Cortocircuito), dei rapporti tra ndrangheta e tessuto economico locale.

«La legalitá - ha detto il dirigente Ivano Vaccari - sembra quasi un elemento che si va sciogliendo, importante invece è non perdere la consapevolezza che per un futuro degno di questa terra, è centrale incrementare la nostra sensibilitá su questi temi che credevamo lontani da noi, sino a qualche tempo fa».

«C'è sempre un momento individuale di coscienza e conoscenza - ha rimarcato della Volpe - e bisogna saper dire dei no, perché la legalitá è fatta di regole da rispettare. Il rischio è quello della convenienza, che però espone subito dopo alla ricattabilità».

La risposta alla criminalità organizzata «deve sempre essere collettiva: mai isolare chi viene minacciato. E attenzione all'omertá, che ormai è molto più diffusa in certe zone del nord che nel sud».

L’Emilia Romagna è ormai al quarto posto (dietro a Lombardia, Lazio e Campania) per numero di segnalazioni di operazioni bancarie sospette, ovvero a forte sospetto di riciclaggio di denaro sporco.

Ponzi ha parlato delle mafie nell’agroalimentare, Cagnan dello stillicidio di roghi dolosi, Pignedoli di inchieste di cui non si sa più nulla e di interdittive antimafia.

Molta attenzione e molte domande, da parte di studenti e studentesse. E un grosso scossone, nel vedere (o rivedere) il filmato di Cortocircuito girato a Brescello. Una bella mattinata, con l’obiettivo centrato di diffondere la cultura della legalità nei cittadini di domani.

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