E’ la volta della truffa del graffio... sull’auto
L'ennesimo anziano è stato minacciato: ci hai rovinato la macchina, ti conviene pagare
REGGIO EMILIA. C’era una volta la truffa dello specchietto. Certo, non è ancora completamente scomparsa, ma a quanto pare sta per essere scalzata dalla truffa... del graffio. Una evoluzione a cui ha assistito ieri mattina una nostra lettrice che ha provveduto immediatamente a chiamare la polizia. Peccato che i truffatori, messo a segno il loro disegno ai danni di un anziano, si siano dati altrettanto immediatamente alla fuga.
Come funziona la truffa del graffio? Ce lo racconta la nostra testimone.
«Avevo parcheggiato la mia auto - spiega - in via don Zefirino Jodi e quando sono tornata a prenderla ho notato che intorno all’autovettura c’erano quattro persone, apparentemente zingari ma di questo non sono certa, e in mezzo un anziano alquanto spaventato. In realtà i quattro, fingendo di essere i proprietari della mia auto che ha dei graffi piuttosto visibili, avevano fermato l’anziano accusandolo di avere procurato quei graffi». Ma la truffa dov’è?
«In realtà - continua la testimone - i quattro avevano minacciato il signore dicendogli che, se non avesse dato loro dei soldi, avrebbero chiamato le forze dell’ordine. E l’anziano, spaventato da quegli uomini, aveva tirato fuori 10 euro rimanendo basito davanti alla mia auto e probabilmente chiedendosi cosa stava accadendo... Non credo proprio sia un caso isolato».
Una truffa singolare ma neanche troppo. Come sempre vengono presi di mira i soggetti più deboli, e ancora una volta si tratta di estorcere con l’inganno dei soldi, pochi o tanti che siano, attraverso la minaccia. E se il “gioco” dello specchietto ha ormai fatto il suo tempo e probabilmente nessuno ci cascherebbe più, ora c’è chi prova a racimolare soldi puntando sulle auto ammaccate o graffiate parcheggiate da persone assolutamente ignare.
Cambiano i metodi ma il messaggio resta lo stesso: è importante che gli anziani, di solito i primi presi di mira, non si facciano spaventare da atteggiamenti aggressivi e, nel caso, si guardino intorno e chiedano aiuto. Magari proprio alle forze dell’ordine.
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