Gazzetta di Reggio

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Il camionista è disperato «Non me ne sono accorto»

di Tiziano Soresina
Il camionista è disperato «Non me ne sono accorto»

L’autotrasportatore non si dà pace e vuole incontrare la famiglia della vittima Il legale: «Si è fermato in un negozio lasciando il camion in vista, non è un pirata»

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REGGIO EMILIA. Per gli inquirenti il camionista 39enne Alessandro Castellari di Albinea è un pirata della strada che lunedì scorso ha investito il pensionato 73enne Silvano Valentini (poi morto per le conseguenze del terribile urto con il mezzo) e ha tirato dritto senza nemmeno prestare soccorso al ciclista travolto lungo via Tassoni, a Canali.

In due giorni la Municipale ha risolto il caso (facendo leva su filmati e intuito investigativo) ed ora il pm Giacomo Forte ha aperto un fascicolo, accusando l’autotrasportatore di omicidio colposo ed omissione di soccorso. Se tutto ciò è stato un colpo tremendo per la famiglia Valentini – ancora in attesa di sapere se verrà fatta l’autopsia, quindi nell’impossibilità al momento di organizzare i funerali – sta emergendo con forza anche la disperazione del camionista: «Non mi sono accorto di nulla, sono distrutto, non so darmi pace».

Sofferenza mista ad incredulità che la Gazzetta ha raccolto dal fratello Luigi Castellari: «Sono dieci anni che Alessandro gira con il camion e non ha mai preso una multa, ha una guida prudente – racconta – e sino a mercoledì mattina, quando si è ritrovato di fronte la polizia municipale, ha condotto la vita di sempre. Non s’è reso conto dell’incidente. Solitamente non gira a pieno carico, come è avvenuto anche lunedì pomeriggio, e ciò gli permette di controllare bene il mezzo, anche come rumori. E lui mi ha detto di non aver sentito nulla. Mio fratello non ha mai sgarrato – rimarca Luigi – ed ora è un uomo disperato che si dà dell’assassino, ma lui non lo è». Poi il suo pensiero va alla famiglia del ciclista morto nell’incidente: «Stanno affrontando un dolore enorme, vorremmo trovare il coraggio di stare loro vicini, perché stiamo condividendo una tragedia. Questa vicenda si è abbattuta anche su di noi come un fulmine a ciel sereno: mio fratello sta male, ha una figlia piccola, teme di perdere il lavoro». Da ieri il camionista è tutelato legalmente dall’avvocato Roberto Sutich: «Il mio assistito è sinceramente provato – dice il difensore – pur nella consapevolezza di non aver in alcun modo avvertito l’impatto con il ciclista, altrimenti si sarebbe subito fermato a soccorrerlo. E lo prova la circostanza che lunedì si è poi fermato a circa un chilometro dal luogo dell’incidente, per fare acquisti in una bottega di alimentari, lasciando il camion nello spiazzo, ben visibile dalla strada. Uno che vuole sfuggire alle proprie responsabilità non si comporta certo così. Le parti spezzatesi dalla carrozzeria? Non le ha viste, salendo nella cabina di guida, sono dalla parte opposta».

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