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Provincia di Reggio Emilia, dipendenti in esubero da trasferire all’Ausl o al tribunale

Adriano Arati
Provincia di Reggio Emilia, dipendenti in esubero da trasferire all’Ausl o al tribunale

E’ una delle ipotesi avanzate al tavolo delle trattative che il presidente Manghi ha aperto con i sindacati
La nostra inchiesta sulla riforma flop - Tutti gli articoli - La mappa dei tagli

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REGGIO EMILIA. Un tavolo permanente fra Provincia, rappresentanti dei dipendenti e sindacati, con l'esclusione dell'Usb, il sindacato di base. È nato ufficialmente ieri mattina, dopo un incontro fra il presidente della Provincia Gianmaria Manghi e le delegazioni sindacali confederali e di categoria, per discutere del futuro dei tanti dipendenti dell'ente incerti sul loro futuro a causa delle modifiche all'assetto istituzionale. E alle ricadute sul territorio. Dopo le discussioni accese della passata settimana, è arrivato questo momento di dibattito congiunto. Vi hanno preso parte anche i sindacalisti dell'Usb, che conta due esponenti nella rsu, impegnati in contemporanea anche in una piccola manifestazione di fronte alla sede dell'ente.

Al centro, ovviamente, l'emendamento governativo che per il 2015 taglia del 50 per cento le spese per il personale in essere al momento dell'entrata in vigore della Legge 56 (quella sulla riforma istituzionale). Il primo passo è la nascita di un tavolo di confronto sul futuro lavorativo dei dipendenti, per essere sempre costantemente aggiornati sugli effetti che l'emendamento potrebbe provocare. «Il taglio è effettivamente molto pesante, per le Province è difficilissimo poterlo reggere», commenta Manghi.

Il presidente confida ora nelle altre strutture pubbliche per assorbire i probabilissimi esuberi: «Continueremo a chiedere che si operi anche sulle spese dei ministeri, e che vengano bloccate nuove ricerche di personale dagli altri compartimenti dello Stato: penso ai tribunali e alle Asl, piuttosto si favorisca l'ingresso in quei settori dei dipendenti». Il problema è di ampio respiro. La Provincia reggiana ha 372 dipendenti, con 15 richieste di mobilità verso altri enti già presentate, ma non ancora accettate. Un'altra via è quella dei prepensionamenti: le persone che potrebbero richiederlo sono 25 entro il 2015 e 10 entro il 2016.

L'accordo che ha portato alla nascita del tavolo non è stato sottoscritto dai sindacati di base: «Non abbiamo firmato nulla, capisco che per l'ente e i sindacati confederati la trattativa sia sempre la strada principale, ma le difficoltà ci sono. Come dipendenti pubblici, in caso di esuberi passeremmo direttamente ai due anni della mobilità, e poi saremmo a spasso», spiega il rappresentante Maurizio Menozzi. «Senza considerare i servizi della Provincia: chi li coprirà, a partire dalle strade?», si chiede.

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