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Turismo, accordo per il marketing

Turismo, accordo per il marketing

Castelnovo Monti: un progetto con Kaiti Expansion per “migliorare l’immagine”

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CASTELNOVO MONTI. «Vogliamo provare a passare dal concetto di eccellenze a quello di unicità, e su queste costruire un progetto di valorizzazione economica e turistica». E’ questo il concetto alla base del nuovo progetto di comunicazione e marketing territoriale avviato dal Comune di Castelnovo Monti e affidato agli specialisti di Kaiti Expansion, presentato giovedì a Reggio, nella sede della Provincia, dal sindaco Enrico Bini, il vice sindaco Emanuele Ferrari, l’assessore Sara Manfredini ed il presidente di Kaiti Expansion Davide Caiti.

«L’idea è quella di individuare un modello economico innovativo – ha spiegato – perché oggi ogni territorio si confronta con il resto del mondo. Questo, oltre che una sfida difficile, può essere anche una opportunità».

Sono concetti che hanno espresso anche gli amministratori castelnovesi: «Vogliamo una nuova prospettiva ed una nuova immagine per il territorio, visto che siamo alle soglie di possibilità importanti come l’Expo e la possibilità di rientrare nel progetto nazionale per le Aree Interne. Vogliamo farlo insieme a persone che ci credano e ci scommettano, i nostri imprenditori ed i cittadini, che dobbiamo saper riavvicinare e coinvolgere».

E’ entrato poi nel dettaglio il vicesindaco Ferrari: «Siamo un territorio al centro di un contesto ampio, e questo progetto vuole proprio uscire da una visione ristretta ed aprire nuove prospettive. Vogliamo partire da una analisi di quello che c’è, ed individuare appunto non solo quello che abbiamo di eccellente, come produzioni, ambiente, servizi, ma quello che rappresenta unicità, perché sono le unicità che possono trovare spazio in un contesto che potrà essere anche internazionale».

Bini ha aggiunto che «le possibilità sono tante, credo dovremo puntare su una dimensione tosco-emiliana, visto che in Toscana su questi progetto sono all’avanguardia, sul Parco, sui collegamenti con le Cinque Terre e le città d’arte, che grazie alla vicinanza della stazione medio padana oggi sono grandi opportunità. E l’idea è di arrivare a proporci come comprensorio unitario, coinvolgendo gradualmente l’unione dei comuni appenninici». Un progetto che ha una prospettiva di medio-lungo termine, «e che muove i primi passi – ha concluso Caiti – dallo sviluppo di un nuovo senso di appartenenza delle imprese, degli operatori economici, dei cittadini, perché senza la partecipazione di tutti sarà difficile ottenere risultati». (l.t.)

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