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Via Turri, case in vendita da ottomila euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Via Turri, case in vendita da ottomila euro

Decine di appartamenti a prezzi di saldo tra fallimenti e dismissioni. Prezzi da 250 euro al metro quadro
Leggi: business immigrati, la prima puntata - L'editoriale -

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REGGIO EMILIA. Per comprare un mini appartamento in via Turri bastano 8mila euro: poco più dell’equivalente di 12 mesi di affitto. Un paradosso sotto agli occhi di tutti, agenti immobiliari in primis, che confermano quotazioni a prezzi stracciati nella zona oggetto di verifiche da parte delle forze dell’ordine, che hanno scoperto veri e propri dormitori messi a disposizione da proprietari che fanno cassa sfruttando principalmente cittadini di origine straniera.

Gli esempi sono eclatanti: se si dà uno sguardo ai cartelli affissi ai portoni e sulle cancellate dei palazzi si può avere un’idea concreta del deprezzamento di alcune zone specifiche a ridosso della stazione ferroviaria. In via Ceva c’è l’avviso di un appartamento di ben 110 metri quadri a soli 55mila euro. La vendita è di un privato deciso a piazzare un’abitazione con cucina, tre camere, bagno, balcone, cantina e riscaldamento autonomo. Il prezzo è di appena 500 euro al metro quadro. Meno di un terzo rispetto alle vie che virano verso il centro città. Tutti requisiti allettanti, quindi, replicati in molte inserzioni simili, rivelatisi un buon affare per impresari che in questi anni hanno fatto man bassa di appartamenti affittati il più delle volte a terze persone.

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Per i comitati dei residenti e le forze dell’ordine c’è però una forzatura implicita in questa dinamica, che ha portato alla creazione di dormitori abusivi cresciuti di pari passo con l’aumento del degrado contrastato ora in maniera decisa dai controlli serrati di questi ultimi due mesi.

Se si percorre via Turri si trovano occasioni ancora più allettanti. Un altro grande appartamento di 140 metri quadri è in vendita a poco più di 28mila euro. Si tratta, però, di una vendita all’asta, che passa per l’istituto di vendite giudiziarie di Reggio Emilia, che conta decine di inserzioni in zona derivata dal pignoramento degli immobili in seguito al mancato pagamento di mutui e di spese condominiali.

«I prezzi di compravendita si sono notevolmente abbassati sia per la crisi immobiliare sia per le criticità legate al degrado - dice Fabrizio Ferretti, presidente della Fiap, associazione reggiana che riunisce gli agenti immobiliari - In realtà l’offerta è ampia ma è sempre più difficile trovare acquirenti. Anche perché chi compra spesso deve accollarsi le spese condominiali pregresse. Ci sono offerte di appartamenti da 90 metri quadri a meno di 30mila euro: cifre ridicole che non rispecchiano il vero mercato della città, che gode di ben altra salute». Molti acquirenti sono stranieri che hanno attinto i soldi dai mutui bancari rivelatisi poi insostenibili con l’andare della crisi. Alcuni hanno perciò convertito la casa in un albergo “faidate”. «Ci sono appartamenti usati da stranieri per uso promiscuo, ma è una storia conclamata che va avanti da vent’anni».

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